Il Tirreno

Empoli

«Per colpa del calcio rischiamo di... chiudere»

di Filippo Cioni
«Per colpa del calcio rischiamo di... chiudere»

I commercianti della zona stadio si sentono isolati quando gioca l’Empoli «L’area viene transennata e noi stiamo interi pomeriggi senza lavorare»

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EMPOLI. Isolati a causa della partita di calcio, una situazione che va avanti da anni e ha finito per stufare gli esercenti di viale delle Olimpiadi, nel tratto compreso tra le intersezioni con via Monaco e via del Pentathlon. Non è un tratto di strada qualunque quello, soprattutto quando gioca in casa l'Empoli e diventa una zona off limits per auto e persone. Perché, per garantire la sicurezza durante la partita di calcio, il tratto di asfalto che si trova tra la curva ospiti dello stadio Castellani e l'inizio della Maratona riservata ai tifosi empolesi, viene completamente chiuso su ordine della Questura. Trincerato tra barriere metalliche e transenne, dall'intersezione di via Monaco a via Pentathlon, fino al semaforo di viale Petrarca. Non si tratta solo di qualche ora, ma in alcuni casi anche di interi pomeriggi. A rimetterci sono gli esercenti, una decina quelli interessati, che si sentono chiusi in gabbia e non sono più disposti ad accettare situazioni come quella che si è verificata, per esempio, lo scorso 24 marzo in occasione della partita interna dell'Empoli contro il Bari, giocata alle 20,45. «Abbiamo perso un migliaio d'euro di incasso – spiega Ilaria Fanfani del Bar Stadio – ci hanno isolato per tutto un pomeriggio. Passato il mercato della mattina, la strada dopo pranzo poteva essere riaperta completamente almeno per qualche ora. I vigili, su ordine del Questore, hanno invece messo le barriere già concluso il mercato, almeno sei ore prima della partita. Solo dopo una nostra sollecitazione ai vigili urbani sono state tolte, ma solo in parte, restando bloccato l'accesso su viale delle Olimpiadi da viale Petrarca. Per noi si è trattato di un danno economico, e non è la prima volta. Capiamo le esigenze di sicurezza, ma servirebbe maggiore flessibilità, soprattutto quando non ci sono partite a rischio. Alla fine restiamo isolati per ore, non possiamo lavorare e ci troviamo in un limbo: irraggiungibili non solo ai cittadini di passaggio, ma anche ai tifosi ospiti e locali».

«“Il sabato perdiamo ore di lavoro - spiega il proprietario del panificio Agripane, Raffaello Biagi – noi siamo aperti sempre il fine settimana e la situazione ci danneggia. Fino a che le transenne sono piazzate, qui non entra nessuno. E quasi sempre il divieto di transito nella strada inizia molto prima della partita e si conclude molto dopo la fine. Se apriamo alle 17, come di solito nel pomeriggio il sabato, per più di un'ora non abbiamo clientela». Normalmente l'Empoli gioca al Castellani il sabato pomeriggio, la strada viene chiusa intorno alle 12 per essere riaperta anche dopo le 18. Poi ci sono i turni infrasettimanali, i posticipi e gli anticipi serali. In questo caso le transenne, come accaduto nella sfida notturna dell'Empoli contro il Bari, vengono collocate anche ad inizio pomeriggio. «E' una situazione che non si tollera più – commenta Michela Iacuzzo del negozio di parrucchiera “Teste a Posto” - ho la fortuna di avere un ingresso secondario che dà su un'altra strada che mi permette di limitare le perdite. Ci siamo ritrovati le transenne davanti alla porta del negozio, alcune clienti si informano ormai se è il sabato della partita o no per venire da noi. Alcuni sabati abbiamo visto una curva ospiti completamente vuota e le transenne messe ovunque, che senso ha?». La vicina edicola ha deciso addirittura di rimanere chiusa il sabato. «Una scelta precisa – dice la titolare – non ha senso aprire un pomeriggio per non vedere nessun cliente. Meglio stare aperti la domenica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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