Gioco
Irruzione nella fabbrica Rosselli svuotata la cassaforte nella notte
Il colpo è stato messo a segno da una banda che conosce bene l’azienda e il sistema d’allarme Rubato il cervellone della videosorveglianza per eliminare le prove, bottino da migliaia di euro
EMPOLI. Si sono mossi dando l’impressione di conoscere decisamente bene l’ambiente. Sono entrati dal retro, si sono diretti al primo piano e con grande abilità sono riusciti a evitare i sensori dell’allarme. Poi hanno fatto una “visitina” all’ufficio della proprietaria, spostando il quadro appeso alla parete, probabilmente per verificare se c’era una cassaforte. Quindi si sono diretti nella stanza accanto. Dove la cassaforte c’era davvero. L’hanno smurata, gettata per terra, per poi sventrarla utilizzando una mola. Si sono presi alcune migliaia di euro e se ne sono andati. Prima di lasciare l’azienda hanno anche svuotato la cassa della macchinetta del caffè e si sono portati via il “cervello” del sistema di videosorveglianza, in modo tale da non lasciare tracce della loro “impresa”. Il colpo è stato messo a segno nella fabbrica di fiammiferi Rosselli, in via Partigiani d’Italia nella zona industriale del Terrafino a Empoli.
I ladri – tutti muniti di guanti in modo da non lasciare tracce – sono entrati dal retro, dalla zona utilizzata dai mezzi pesanti per lo scarico del legno.
Una volta all’interno del maxi-capannone si sono mossi con grande destrezza: al piano terra si sono riforniti degli utensili che servivano loro per il colpo. Quindi hanno raggiunto il primo piano. E qui sono riusciti a evitare l’intreccio di sensori, mostrando anche una buona agilità. Fino a raggiungere il “cuore” dell’azienda. Prima sono entrati in alcuni uffici, dove però non hanno trovato oggetti di particolare valore.
Quindi si sono introdotti stanza della proprietaria e poi sono arrivati al bersaglio grosso. E qui hanno potuto lavorare con tranquillità. Tanto che hanno avuto il tempo di gettare per terra la cassaforte e segarla, utilizzando una mola.
All’interno c’erano assegni, documenti e, soprattutto, soldi in contanti, che naturalmente erano il vero obiettivo dei malviventi.
La banda ha preso il malloppo e ha abbandonato per terra tutto il resto. Poi ha completato l’opera. A pochi metri di distanza dalla cassaforte, c’era installato il “cervellone” delle telecamere interne. Sono andati lì e hanno staccato il “cervellone” per poi portarselo via, in modo da distruggere qualsiasi traccia delle immagini riprese dagli occhi elettronici. Infine, prima di uscire, hanno anche scassinato anche la macchinetta del caffé, tanto per arrotondare il bottino.
Ad accorgersi del furto sono stati i dipendenti dell’azienda, quando ieri mattina sono arrivati al Terrafino per iniziare la giornata di lavoro. Subito dopo sono stati avvertiti i carabinieri di via Tripoli, che sono arrivati sul posto per effettuare i rilievi.
Le indagini tuttavia sono decisamente complicate: i ladri hanno lasciato ben poche tracce, grazie soprattutto all’utilizzo dei guanti e al blitz nella “regia” della videosorveglianza.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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