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Il taglio mette a rischio posti di lavoro

Il taglio mette a rischio posti di lavoro

Nel circondario le aziende legate all’impiantistica sono 150: saranno costrette a ridurre gli organici

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EMPOLI. Il taglio degli incentivi, oltre ad una brusca frenata nel cammino verso il raggiungimento degli obiettivi imposti dal protocollo di Kyoto, avrà conseguenze pesanti anche per l’economia. Nell’Empolese Valdelsa le aziende legate all’impiantistica e alla manutenzione degli impianti, che sul territorio sono principalmente fotovoltaici, sono circa 150. Tutte piccole e medie imprese che rischiano il collasso. «Con le novità inserite nel Quinto conto energia – attacca Paolo Gianassi, coordinatore della Cna di zona – sono a rischio centinaia di posti di lavoro. Nel territorio degli undici comuni gli addetti del settore sfiorano il migliaio e a questi vanno aggiunti tutti coloro che lavorano nell’indotto di un comparto che negli ultimi anni ha trainato l’economia locale come pochi altri». D’altronde la diminuzione di commesse si sta già facendo sentire, anche se il colpo più pesante sarà presumibilmente assestato dalla fine del giugno prossimo. «Ancora le aziende dell’area stanno lavorando, anche se la mole è nettamente diminuita negli ultimi mesi – prosegue – in particolare a soffrire sono le più grandi, che si erano specializzate nel settore delle energie rinnovabili. Fino al raggiungimento del tetto fissato dal decreto del luglio scorso, comunque, l’installazione degli impianti è ancora conveniente e quindi ci sarà margine per operare. Dopodiché non rimarrà altro che sperare in un governo più sensibile ad una materia diventata fondamentale sia a livello ambientale che economico». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Paolo Ciampolini, titolare insieme ai fratelli dell’omonima azienda empolese, una delle più importanti nel circondario. «Anno dopo anno ci hanno messo di fronte ad una graduale riduzione degli incentivi – spiega – tra il Primo e il Quinto conto energia si sono più che dimezzati. Ma il taglio ai finanziamenti, che avverrà presumibilmente con la fine di giugno, rischia di mettere la parola fine ad un comparto che ha creato sviluppo oltre ad aver inciso pesantemente sulla produzione di energia pulita, più di tante normative adottate e mai rispettate. Le pressioni operate dalle lobby dei combustibili fossili stanno producendo i loro effetti». (m.p.)

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