Il dolore
Spuntano ossa umane accanto alla chiesa
Sono emerse in seguito allo smottamento del terreno a Catignano: si tratterebbe di una fossa comune
GAMBASSI TERME. Una fossa comune a due passi dalla chiesa abbandonata. Crani e altre ossa che spuntano dal terreno dove erano rimasti sepolti decine di anni. Tutta colpa di uno smottamento della collina a ridosso della chiesa (inagibile) di San Martino a Catignano, nel comune di Gambassi Terme, risalente all’XI secolo e chiusa dal 2004.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Ma non ci sarà nessuna inchiesta. E la Sovrintendenza dei Beni archeologici della Toscana ha già dato il via libera alla rimozione delle ossa, incaricando dell’operazione l’ispettore Marco Chiarugi che è anche il comandante della polizia municipale: «Tutto fa pensare – spiega – che si tratti di una fossa comune precedente al 1860, quando fu realizzato il cimitero di Catignano. Con il movimento del terreno sono spuntate queste ossa, tre crani interi e altri frammentati, che appartengono ad almeno 6-7 persone, tutte adulte. E probabilmente di ceto sociale basso: i ricchi e i potenti, in passato, venivano sepolti all’interno delle chiese. Per gli altri veniva semplicemente scavata una fossa. Come in questo caso. Probabilmente ce ne sono altre, ma non c’è la possibilità di scavare ulteriormente, perché sarebbe pericoloso per la stabilità del campanile».
Tutto fa pensare che quella fosse dunque un’area cimiteriale: «Poi con il tempo – spiega Chiarugi – la zona è stata modificata, con la realizzazione di una strada vicinale e l’edificazione di un nuovo campanile».
La rimozione delle ossa sarà effettuata in tempi brevi: «Mi sono confrontato con la Sovrintendenza – racconta l’ispettore – e ho ricevuto il via libera, perché quelle ossa non hanno rilevanza sul piano archeologico. Nelle prossime ore le trasferiremo nell’ossario del cimitero di Catignano e di Gambassi Terme».
Al momento del ritrovamento sono stati avvertiti anche il parroco della piccola frazione gambassina, don Andrea Parrini e i carabinieri che da prassi effettuano un sopralluogo in seguito a questo tipo di ritrovamenti: ma non c’è nessun “giallo”. Informato anche il sindaco Federico Campatelli: «Non ci sarà nessuna indagine particolare – conferma il primo cittadino – si tratta semplicemente di una fossa comune di difficile datazione. Quindi procederemo come stabilito dalla Sovrintendenza», con quest’ultima che peraltro è già attiva nella zona per alcuni scavi al Castello di Catignano. (f.t.)
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