Toscana
Doveva fare il bancario, ora lavora a Boston al web del futuro
Simone Mainardi fa ricerca a fianco di un fisico in odore di premio Nobel. E dice: «I giovani devono inseguire quello che vogliono davvero»
EMPOLI. Dopo aver frequentato ragioneria a Empoli, aveva ricevuto una proposta per lavorare in banca. Senza dubbio per lui fu un'offerta allettante vista l'età e i tempi che corrono. Ma lui non raccolse quella proposta, scelse piuttosto di proseguire con gli studi universitari in un settore ben diverso da quello del suo istituto secondario e si iscrisse a ingegneria informatica. Una strada nuova, affrontata con passione, impegno, dedizione, coraggio, non senza alcune difficoltà iniziali.
«Ho trovato un settore che mi intrigava di più» dice oggi che ha 26 anni e fa ricerca alla Boston University a fianco di un potenziale candidato Nobel per la fisica come il professor Harry Eugene Stanley. Simone Mainardi, empolese, è anche uno che parla chiaro. «I giovani dovrebbero impiegare il tempo che passano a lamentarsi per ciò che non va mettendosi piuttosto in gioco - spiega il giovane ricercatore - inseguendo quello che vogliono davvero, senza fermarsi alle prime difficoltà e alle prime opportunità come mi sono sentito di fare io». A Boston rimarrà sei mesi.
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