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Toni: «Il ponte è a rischio ma se va chiuso sarà caos»

Toni: «Il ponte è a rischio ma se va chiuso sarà caos»

Il sindaco sulla frana della strada a Gavena: «Subito percorso alternativo o bailey perché se non regge salta l’arteria per Empoli con 16mila veicoli al giorno»

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FUCECCHIO. Il ponte sulla Provinciale 11 rischia seriamente di franare. Perché i quindicimila veicoli che vi transitano in media ogni giorno sono stati dirottati su un’unica corsia, dove si procede a senso unico alternato regolato da un semaforo. E lo stop ai mezzi pesanti non basta a mettere al sicuro il tratto sul rio Ganghereto a Gavena. A Cerreto la questione ha fatto scoppiare la bagarre in consiglio comunale. E mentre il sindaco Tempesti è già al lavoro per trovare una soluzione, il suo collega fucecchiese Claudio Toni lancia l’allarme: «Per tornare alla normalità ci vorrà almeno un anno. Ma soprattutto non sappiamo se e quanto il ponte reggerà: non voglio impaurire nessuno, ma le sollecitazioni a cui è sottoposta l’unica corsia percorribile sono notevoli». I vigili stanno monitorando quotidianamente il rispetto del divieto di transito per i mezzi pesanti e i sopralluoghi dei tecnici si susseguono per verificare la stabilità del ponte. Che, parola di sindaco, potrebbe anche essere chiuso all’improvviso per motivi di sicurezza. E in quel caso per i fucecchiesi, e non solo, sarebbero guai. «Secondo le ultime statistiche – sottolinea Toni – vi transitano ogni giorno circa 8mila veicoli per senso di marcia, ora concentrati su un’unica corsia. Si tratta di un’arteria strategica: se venisse chiusa sarebbe un bel guaio per tanti motivi. Penso prima di tutto al collegamento di Fucecchio con l’ospedale di Empoli, con le ambulanze che sarebbero costrette ad allungare il tragitto. O al trasporto pubblico locale: da quella strada transitano due autobus all’ora».

Per questo, mentre la Provincia sta lavorando al progetto, Tempesti si è mosso per cercare di garantire un percorso alternativo. Perché quando sarà fatto l’intervento, il percorso sarà cancellato: «Ha già avuto contatti con i proprietari di alcuni terreni in quella zona: è necessario realizzare una strada provvisoria, o un ponte Bailey. Ma anche questi lavori avranno un costo». Che andrà a sommarsi al quasi mezzo milione di euro necessario per ricostruire il ponte, che sarà preceduto dalla demolizione di quello esistente e da un intervento per fermare l’erosione dell’alveo e il progressivo allargamento delle sponde fluviali.

«Il progetto della Provincia è in fase di definizione e sarà ultimato nel mese di aprile – spiega ancora Toni – ma poi l’ente dovrà anche reperire i soldi e di questi tempi non è roba da poco». E nel frattempo dovrà essere fatta la gara d’appalto. Poi 5-6 mesi di lavori e il conto è presto fatto: «Ci vorrà almeno un anno per tornare alla normalità. Nei prossimi giorni io e Tempesti incontreremo il presidente della Provincia Andrea Barducci proprio per affrontare la questione e studiare il modo migliore per bypassare il rio. E nel frattempo non resta che augurarsi che il ponte regga fino a quando non ci sarà un’alternativa».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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