Il Tirreno

Empoli

Doppia benedizione all’istituto Checchi

Ma la presenza dei musulmani fa scattare la protesta di Forza nuova: «Non c’è reale necessità»

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FUCECCHIO. All’istituto Superiore “A. Checchi” di Fucecchio la benedizione dei locali quest’anno si è svolta in una veste del tutto nuova. Tutti i ragazzi, lasciate le aule, si sono raccolti nell’atrio centrale attorno a don Andrea Cristiani, arciprete della Collegiata e fondatore del Movimento Shalom, e Ibrahima M’Bengue, rappresentante Mouridoulà della religione musulmana senegalese. Era prevista anche la partecipazione del rappresentante della comunità buddista di Pomaia, assente per motivi di salute.

Il brusio iniziale, dettato anche dallo stupore, si è trasformato in un silenzio partecipe quando i due ministri hanno invitato a riappropriarsi del senso di fratellanza e di unione “sotto un unico Dio” “che predica amore e condivisione” al di là dei differenti modi di pregare, dei differenti simboli e delle diverse culture. Alla “preghiera più rivoluzionaria della storia, il Padre Nostro, che ci rende tutti figli di un solo Dio” per il rito cristiano, sono seguiti degli istanti di meditazione personale, iniziata con un “Salam Aleikum” del rito islamico terminato con un toccante e universale “Amen”. Con questa cerimonia si è resa tangibile e concreta l’attenzione alla multiculturalità che il “Checchi” mostra in molte sue iniziative, dai cineforum, alle visite guidate a varie comunità religiose, al progetto “Metti la pace in movimento”, insieme al Comune di Fucecchio.I rappresentanti dei vari culti si sono dati appuntamento al “pranzo etico” di fine anno scolastico, per continuare il cammino di conoscenza e rispetto tra culture e religioni, via principale per la risoluzione dei problemi.

Ma la doppia benedizione non è piaciuta ai rappresentanti di Forza nuova.«Oltre ad una trovata pubblicitaria della politica locale, non ne riusciamo a scorgere una reale necessità - spiegano in un comunicato - pur ritenendo tutti liberi di praticare la propria fede, Forza Nuova si pone a difesa delle nostre tradizioni e dei nostri valori, facendosi portavoce di un paese che nella fede cattolica affonda le sue radici più profonde». E aggiungono: «L'iniziativa, che può sembrare solo un atto di quello che viene chiamato "multiculturalismo", in realtà viene a costituire un precedente pericoloso. Vorremo ricordare a don Andrea Cristiani sono inconcepibili per un uomo di Chiesa, perché affermazioni di questo tipo altro non possono essere che di stampo massonico ed anticristiano».

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