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Empoli

Oltre cento le antenne per 700mila euro di ricavi

Oltre cento le antenne per 700mila euro di ricavi

Nell’Empolese Valdelsa sono dieci in più le postazioni per i cellulari Tempesti: «La densità aumenterà ancora per non innalzare troppo la potenza»

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EMPOLI.

Tenere tra le mani un telefono cellulare ormai è diventata la cosa più naturale del mondo. E le sue applicazioni proliferano in maniera continua grazie all’internet mobile. Il cellulare, insomma, è diventato uno strumento multifunzione indispensabile. Tutto questo, però, ha un costo. Quello più immediato e probabilmente meno digerito dalla popolazione è la necessità di accrescere il sistema infrastrutturale, in una parola le antenne. «Quello che serve – spiega Carlo Tempesti, sindaco di Cerreto e delegato all’ambiente dell’Unione dei comuni - è un piano territoriale che riesca a tenere insieme sviluppo e garanzia per la salute. Di sicuro ci sarà bisogno di una maggiore densità di stazioni per garantire una più ampia copertura e allo stesso tempo il mantenimento della potenza emessa a livelli bassi». Nell’Empolese Valdelsa, rispetto all’ultimo censimento effettuato nell’ambito del Sistema informativo regionale dell'ambiente (Sira) e risalente al 2010, le antenne sono aumentate passando dalle 90 rilevate tre anni fa alle oltre cento di adesso. Tuttavia, le necessità indotte dalla diffusione dei contratti per la navigazione web tramite cellulare e in ultima istanza dalla nuova tecnologia 4G sono enormemente cresciute negli ultimi anni. D’altro canto il mercato è sempre più deregolamentato e ad oggi i gestori non hanno vincoli legati alla programmazione territoriale, se non di garantire che le stazioni non superino i 6 V/m (volt per metro).

Data questa situazione, i poteri in mano ai Comuni sono veramente limitati. «L’ultimo piano che avevamo approvato come Circondario risale a cinque o sei anni fa – prosegue Tempesti – con la collaborazione di Publiservizi avevamo individuato una serie di aree pubbliche idonee per l’installazione di antenne. Quelle aree ad oggi sono ormai sature e le tecnologie legate alla telefonia hanno compiuto un balzo da giganti che rende ampiamente superato quel piano. Quindi non possiamo pensare, e nemmeno ne abbiamo il potere, di bloccare l’installazione di nuove antenne. Ma questo, se fatto in maniera ragionata e regolata permetterà anche di tenere livelli di sicurezza più alti, dal momento che se non accrescessimo l’’infrastruttura dovrebbe aumentare la potenza delle stazioni e questo sarebbe un pericolo». La pianificazione, dunque, rimane l’unico strumento di buona gestione del problema. Anche se, come successo di recente a Montespertoli (dove i gestori hanno installato un antenna su un condominio, a ridosso di una scuola), alla fine l’ultima parola spetta sempre alle aziende di telefonia.

A questo proposito basta guardare la mappa fornita dal Sira per rendersi conto come almeno un terzo delle antenne sia situato su edifici privati. Secondo l’ultimo censimento, infatti, solo una sessantina sulle 90 totali è su territorio di proprietà dei comuni. E questo non è un problema da poco, visto che i canoni di concessione degli spazi se dati a privati rappresentano dei semplici indennizzi, mentre se affidati alle amministrazioni diventano risorse utili per il monitoraggio e lo sviluppo ambientale. Senza contare che le aree individuate dai Comuni rispondono a requisiti di sicurezza più ampi rispetto a quelli garantiti dalle istallazioni su condomini e terreni privati.

L’introito derivante dai canoni di concessione degli spazi variano molto da situazione a situazione. Facendo una stima, le circa 60 antenne su territori pubblici del circondario fruttano tra i 600 e 700mila euro l’anno. Solo ad Empoli, che è il Comune con il più alto numero di stazioni radio-mobili dell’area, il ricavo è poco meno di 400mila euro per 20 antenne (altre dieci sono montate su edifici privati). Nel giro di tre anni l’importo è salito di quasi 80mila euro grazie all’aumento di due stazioni e agli adeguamenti Istat, l’ultimo dei quali è stato del 2,4% e ha fruttato 435 euro in più per ciascuna installazione passando da 18.136 a 18.571 euro. A Certaldo, che è il comune con la minore densità, per 3 antenne nel 2012 sono arrivati circa 46mila euro. Generalmente i canoni si aggirano sui 10-12mila euro, anche se le oscillazioni derivate dalla presenza o meno di più gestori e dalla copertura offerta possono variare anche di molto: dai 1.500 euro per l’antenna montata sul cimitero del Fiano ai 27mila per quella allo stadio comunale Castellani di Empoli.

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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