Il Tirreno

Empoli

Soldi della disoccupazione per precari e licenziati

Per ottenere la mini-Aspi c’è tempo fino al 2 aprile, ecco come fare domanda I possibili beneficiari nell’Empolese Valdelsa sono circa quindicimila

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EMPOLI. Rimangono pochi giorni utili a migliaia di precari dell’Empolese Valdelsa per presentare la domanda per poter riscuotere quella che è stata definita la mini-Aspi 2012. Che sarebbe una via di mezzo tra la disoccupazione a requisiti ridotti abrogata a partire da quest’anno dalla riforma del ministro Fornero, e la mini-Aspi ordinaria che sarà effettivamente attiva dal prossimo anno. La scadenza fissata è il 2 di aprile (dal momento che il 31 marzo e l’1 aprile sono festivi). La platea dei possibili beneficiari è larga, oltre 15mila lavoratori in base ai dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro territoriale. L’informazione, d’altronde, negli ultimi mesi non è stata particolarmente chiara e quindi sono ancora molti coloro che pur rientrando nei parametri non ha presentato domanda.

La deroga. La mini-Aspi 2012 si applicherà con i medesimi parametri della disoccupazione a requisiti ridotti, cioè andrà incontro agli stessi destinatari e con i soliti requisiti validi fino all’anno scorso, ma verrà erogata in base alle regole fissate dalla mini-Aspi per così dire ordinaria. Una via di mezzo, come dicevamo, derogata dall’Inps in collaborazione con il ministero del Lavoro per non far perdere i soldi a coloro che hanno maturato i requisiti nel corso del 2012 e che con l’introduzione dei nuovi ammortizzatori sociali avrebbe perso l’assegno nel 2013, dal momento che con la mini-Aspi la domanda dovrà essere presentata entro due mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro e non più entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento.

I requisiti. Coloro che possono richiedere l’assegno hanno bisogno di due requisiti fondamentali : un’anzianità assicurativa di almeno due anni (cioè poter dimostrare un versamento contributivo all’Inps risalente a due anni prima) e almeno 78 giornate di lavoro nell’anno 2012. La mini-Aspi è pensata per andare incontro al mare magnum dei lavoratori precari, anche se in realtà lascia invariato il muro divisorio tra subordinati e parasubordinati, che non beneficeranno di nessun ammortizzatore sociale. Non è prevista nessuna tutela per apprendisti (a meno che non abbiano anzianità assicurativa di due anni) co.co.pro., co.co.co., lavoratori occasionali o intermittenti, a chiamata o in associazione in partecipazione. E questi, in base alle cifre degli avviamenti tramite i centri per l’impiego territoriali, rappresentano un quinto del totale: 5mila a fronte di 5.600 avviamenti con contratti a tempo indeterminato e a fronte degli altri 16mila contratti subordinati, che beneficeranno della mini-Aspi 2012. Gli importi. L’indennità mini-Aspi 2012 spetta per una durata pari alla metà delle settimane lavorate nell’anno 2012, nel limite di quelle disponibili. Il calcolo, in pratica, si fa così: posto il massimale di 52 settimane (pari al numero massimo di settimane presenti in un anno), da questo si detraggono le settimane lavorate e le settimane eventualmente già indennizzate ad altro titolo. La misura dell’indennità è calcolata in base alle nuove norme relative alla riforma Fornero, ossia è pari: al 75% della retribuzione media mensile imponibile (ai fini previdenziali) degli ultimi due anni, se questa è pari o inferiore a euro 1.180,00; al 75% di euro 1.180,00 sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile e l’importo di euro 1.180,00, se la retribuzione media mensile imponibile è superiore a euro 1.180,00. In ogni caso l’importo non può essere superiore a 931,28 euro e a 1.119,32 euro rispettivamente a seconda che il lavoratore abbia o meno una retribuzione di riferimento pari o inferiore a euro 2.014,77 ovvero superiore. »Con questo ammortizzatore non viene allargato di un centimetro l’ombrello di copertura per tutti quei precari che erano rimasti scoperti finora – attacca Rossano Rossi, segratario della Camera del lavoro di Empoli – sono nuovamente senza tutele tutti i parasubordinati, mentre su alcuni punti è peggiorativo anche per gli altri. Senza contare la confusione che è stata fatta per arrivare a questa norma. Dal canto nostro ci siamo attivati per informare al meglio e il più tempestivamente possibile, ma il passaggio rischia di lasciare per strada molti lavoratori».

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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