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Scomparso il prete dei poveri

Scomparso il prete dei poveri

Don Renzo Rossi è stato missionario in Brasile e Mozambico «con affinità a Papa Francesco»

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MONTELUPO. È morto a 88 anni don Renzo Rossi che era stato parroco a Montelupo dove ancora aveva forti legami. «La chiesa e la comunità civile, in generale, perdono una figura umana, combattiva che con sua la vita è stato esempio vivo di quel comportamento rivoluzionario proposto dal Vangelo», queste le parole del Comune di Montelupo. Domani alle 10 a Firenze, nella basilica di San Lorenzo i funerali con il cardinale Giuseppe Betori. Sempre vicino agli ultimi ha vissuto nelle favelas del Brasile, ha combattuto a fianco dei detenuti, fino a trasferirsi a 73 anni in Mozambico. Una vita fra tre continenti, la sua con un unico filo conduttore: sostenere le persone in difficoltà e testimoniare la sua fede attraverso azioni concrete.

«Schietto, come i fiorentini sanno essere, non si è mai sottratto alla dialettica ed è sempre stato un punto di riferimento anche per i non credenti, proprio per la sua capacità di ascoltare ed accogliere - è il ricordo dell’amministrazione comunale di Montelupo - questo prete fiorentino è stato quindi un uomo di tre continenti: l'Europa, preunitaria e spaccata dai nazionalismi, e quella della ricostruzione democratica; l'America del Sud, in cui è stato missionario in una delicata quanto efficace attività pastorale in Brasile, con la Madonnina del Grappa; infine, all'età di 73 anni, in Africa, nel Mozambico, dove ha insegnato da biblista nel seminario di Maputo».

Il suo ritorno in Europa, in Italia, che per lui non ha voluto dire riposo: don Renzo, su incarico dell'arcivescovo Giuseppe Betori, «ha infatti accompagnato con delicatezza la comunità delle Piagge in un momento difficile - si spiega dal Comune - è sempre stato molto legato a Montelupo Fiorentino, dove ha svolto il suo primo incarico da sacerdote negli anni Cinquanta, mantenendo poi uno stretto rapporto con la città, fino ad esserne nominato cittadino onorario nel 2000».

A Montelupo è stato non molto tempo fa, nel novembre 2012 per la presentazione del libro “Lettere dal Brasile” che propone alcune lettere scritte da don Renzo Rossi, come missionario in Brasile dal 1965 al 1979 e che ebbero, nelle parrocchie della diocesi fiorentina, una larga diffusione sotto forma di ciclostilati. Il libro è stato curato da Matteo Del Perugia. Toccanti alcuni passaggi delle sue lettere; in particolare in una del 1968 aveva scritto: “Avverto ora che… c’era qualcosa di non esatto, guardavo il Brasile dall’alto, dal di fuori. Non che abbia detto cose false, ma ora le direi diversamente, con cuore diverso. È lo stesso sbaglio in cui molti cadono, il volere giudicare subito la realtà che ci circonda. E siamo convintissimi di dire la verità, tutta la verità. Ma il problema non è qui. Il male vero consiste nella nostra mentalità europea».

«Ho appreso con tristezza la notizia della morte di don Renzo Rossi - ha detto il sindaco Rossana Mori - caparbio, forte e nello stesso tempo tenero. La sua vita è una testimonianza della forza dell’amore e del desiderio di stare vicino a coloro che non hanno nulla; per anni ha preferito le favelas alle parrocchie ed ha fatto esperienze che gli hanno consentito di avere una mente aperta e una visione lucida sul mondo contemporaneo. Oggi avrebbe avuto molte affinità con Papa Francesco».

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