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Addio a don Renzo Rossi cittadino onorario di Montelupo
Il “prete dei poveri” è morto a Firenze all’età di 88 anni
E' morto a Firenze, dove era nato nel 1925, don Renzo Rossi, uno dei sacerdoti più conosciuti della diocesi, il “prete dei poveri”. Era cittadino onorario di Montelupo, dove a cavallo degli anni Quaranta e Cinquanta operò come vice parroco, lasciando incancellabili tracce nella comunità religiosa e civile. Grazie al suo carattere estroverso, don Renzo si presentava come un giovanissimo prete disponibile ad ascoltare tutti. Un prete aperto e libero in quei difficili tempi di altissimi steccati, quando era regola la divisione delle società in buoni e cattivi, cattolici e comunisti. Renzo Rossi riusciva a stare vicino agli uni e agli altri e spesso favoriva l'avvicinamento fra le persone.
In seminario conobbe don Lorenzo Milani di cui divenne amico. Dopo una lunga esperienza a fianco degli operai nelle fabbriche della città, tra gli anni '60 e '70, chiese e ottenne di aprire la missione fiorentina a Salvador de Bahia, in Brasile, di cui è cittadino onorario. Per quasi 20 anni fece servizio nel paese sudamericano dedicandosi in particolare al servizio nelle carceri, primo sacerdote ad entrare nelle celle brasiliane, soprattutto a fianco dei detenuti politici. Tornato in Italia visse per brevi periodi anche in Africa, in Asia, in India, «tra i poveri, accanto a loro», diceva sempre quando raccontava la sua vita ai giovani. Da qualche anno non aveva una parrocchia ma era a servizio della diocesi e del vescovo. L'arcivescovo Giuseppe Betori, nell'ottobre 2009 quando venne allontanato don Alessandro Santoro lo mandò per 5 mesi alle Piagge. «Gli avevo detto di non fare il bischero», disse parlando di don Santoro che poi accolse «con gioia» al suo rientro nella comunità.
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