Il Tirreno

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IL PERSONAGGIO

Masani, cosmologo dimenticato

«La scienza pone l'uomo di fronte al mistero dell'essere»

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FUCECCHIO. «La scienza pone l'uomo, con la sua aspirazione a sapere, di fronte al mistero dell'essere tanto più profondamente quanto più affonda le radici nel reale. Il ruolo della scienza, nel processo della conoscenza, è quello d'evidenziare e approfondire il mistero dell'essere. L'uomo, con le sue peculiarità che lo caratterizzano, può superare il mistero? Evidentemente non con la scienza (che anzi lo pone), bensì con la meditazione filosofica e religiosa, cui la scienza offre una profonda base di riflessione e, quindi, di sostegno. Certo, si resta fuori della razionalità scientifica, ma la scienza mantiene tutta la sua funzione dialettica in un processo di conoscenza che, per essere completo, richiede l'intervento di tutta la personalità umana». Parole che inducono alla riflessione, scritte nel 1991 da Alberto Masani, cosmologo, emerito d'astrofica, storico della scienza e divulgatore scientifico tra i più noti in Italia, snobbato da Fucecchio, dove nasce l'8 giugno 1915. Da tempo abitava a Marina di Carrara, dov'è morto il 4 novembre 2005.

Sembrava che, dopo il ricordo - veloce, a dire il vero - in consiglio comunale, otto anni fa, si pensasse a lui in maniera diversa. Invece gli è accaduto come a numerosi altri: è finito nel dimenticatoio. Unico privilegio: intitolata una strada periferica.

Docente all'Università di Torino, prima ancora astronomo a Milano-Mestre e direttore dell'Osservatorio astronomico di Torino. Inizia la carriera nel 1946. Dimostra subito d'avere una cultura vasta, che lo porta a collaborazioni importanti a Parigi, Genova, Milano e Torino.

Riccardo Cardellicchio

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