La protesta
Il circolo dei giovani sogna una nuova casa da un milione di euro
Nove anni fa era destinato all’asta, oggi è il cuore di Fibbiana La sede sorgerà nella zona sportiva entro due anni
MONTELUPO. Accade di frequente di vedere al circolo di Fibbiana i ragazzi delle scuole fare i compiti. All'Arci di via Borgo dei Guerri puoi navigare anche su internet, è uno dei pochi nel Circondario ad avere la connessione wifi libera. Gli studenti spesso (anche nella nostra visita ne abbiamo trovati almeno una ventina) utilizzano una delle sale per studiare. Per dire che i giovani sono ormai la linfa di questa realtà, legati indissolubilmente ad essa. Dei 270 soci (ma il circolo ne ha avuti anche più di 300), cinquanta sono minorenni. I ragazzi che non superano i 35 anni sono più di 150, il presidente Matteo Mazzoli ne ha venticinque, il consiglio è tutto al giovanile (età media ventotto anni).
Pensare che nel 2004 l'Arci di Fibbiana stava per essere messo all'asta, come racconta Daniele Bertelli, 33 anni da compiere, presidente dell'associazione civile proprietaria dell’immobile, dipendente della cooperativa Pegaso. «Un gruppo di 16 giovani dai 20 ai 24 anni si prese a cuore la questione – spiega Daniele, che era uno di loro – ottenne un finanziamento e da qui è partita la ristrutturazione dei locali per creare quel gioiello di simpatia e forze fresche che è oggi l'Arci di Fibbiana». Lo vedi e lo senti frequentandolo, nei locali tappezzati da personaggi della musica (Jim Morrison, Hendrix, Rino Gaetano, i Beatles e tanti altri) dalla sciarpa delle vecchie Brigate Biancoblu dell'Empoli appesa al bancone, poco accanto un ironico Rocco Siffredi autografato, anche se lo spazio più grande è tutto di Che Guevara che Rocco lo vede a distanza.
Cene ed iniziative hanno fatto tornare i conti, in una sinergia dove i più anziani hanno comunque ancora un ruolo importante. Conosciamo Fernanda Frizzi. Non chiedete chi è o vi guarderanno male, Fernanda è la cuoca storica del circolo. Figura intoccabile, indissolubile, tante ore al giorno le passa in cucina tra i suoi ragazzi. Circolo dedicato a suo padre, Erasmo, deportato nei lager nazisti e mai più tornato. «A questi ragazzi voglio bene – dice Fernanda con il suo grembiule bianco – c'è rispetto reciproco, sono un po' tutti figli miei ed esiste un legame particolare». Questi figli che si sono creati una loro casa, col sudore e con la passione. Un luogo sano per il dopo lavoro, regno della creatività.
Tra gli aneddoti più curiosi, la creazione nei locali dell'enorme bandiera dell'Empoli calcio che venne portata a Zurigo per il debutto in coppa Uefa. «Dal gruppo di ragazzi del 2004 – dice Bertelli, per tutti “Metro” - è nato anche il festival Suolo Pubblico che per otto anni ha raccolto tanti successi al parco dell'Ambrogiana. Dopo un anno di sosta siamo pronti per riproporlo a Serravalle ad Empoli coinvolgendo 100 volontari». A Fibbiana i contenuti non si tralasciano mai. Nel 2006 si sono festeggiati i 50 anni del circolo con Piero Fassino invitato a premiare i soci fondatori, oggi ne è rimasto in vita solo uno. Carlo Bertelli, più di 90 anni, che nel 1956 fondò quella che di fatto era la prima casa del popolo nel comune di Montelupo.
«A Fibbiana abbiamo portato Rita Borsellino – ricorda Bertelli – e i prodotti delle terre strappate alla mafia di Libera, dal 2007 siamo diventati la sede dell'Anpi di zona, abbiamo ristabilito i rapporti con l'Mcl di piazza San Rocco e insieme organizziamo il carnevale fibbianese, abbiamo promosso per anni una gara canora di uccelli da richiamo, ci sono la tombola, i tornei di carte, racchiudiamo la polisportiva Fibbiana e le sue attività, abbiamo intenzione di creare a breve una Fondazione che racchiuda le associazioni nate dal nostro movimento giovanile: l'Arci, ma anche Suolo Pubblico e l'Associazione Culturale Formiche Rosse per essere ancora più uniti e solidali. Inoltre voglio ricordare che molti dei ragazzi che hanno creato il nuovo ciclo del circolo, hanno contribuito e contribuiscono anche allo sviluppo della cooperativa Pegaso del presidente Daniele Calosi di cui anche io faccio parte. Una realtà empolese che dà lavoro a 70 persone e aiuta 25 soggetti svantaggiati ad inserirsi nel mondo lavorativo». A Fibbiana si vive anche con il sogno della nuova sede, come spiega uno dei vecchi consiglieri Romano Pacini, oggi in pensione. «Un impegno da un milione di euro, abbiamo già il terreno nella zona sportiva di Fibbiana ma servirà ancora qualche anno. Vogliamo creare uno spazio multifunzionale, con un processo partecipativo capire quali sono le esigenze della popolazione, capire come agire. La speranza è di riuscirci per il 2015».
Francesco Cioni, 28 anni, vicepresidente del circolo ci spiega bene cosa vuol dire Arci e volontariato. «Se in questo paese vogliamo cambiare qualcosa, credo che l'unica strada sia quella dell'associazionismo – spiega chiaro Francesco – condividere idee per imprimere un cambio culturale. Qui siamo aperti a tutte le idee e a tutte le proposte, proprio perché il cambiamento deve partire dai giovani e dalle loro iniziative. Il legame col circolo per tutti noi di tipo affettivo, siamo entrati qui da piccoli, lo abbiamo frequentato e lo sentiamo ovviamente nostro. È per questo che nel 2004 lo abbiamo difeso e salvato».
«Per molto tempo abbiamo gestito il bar con una forma di autogestione – spiega Alberto Cioni – che ci ha permesso di legarci ancora di più tra noi, prima di affidarlo in gestione. Ovviamente tutte le iniziative del circolo partono dai volontari che, a titolo gratuito e per passione, organizzano e mandano avanti la struttura. È un impegno che ti prendi con te stesso: c'è la convinzione tra di noi di essere una parte attiva della cittadinanza. Non facciamo le cose per soldi e non ci sono in questo senso secondi fini. Lo facciamo perché amiamo farlo».
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