Sicurezza
Giudice di pace in via Sanzio coi dipendenti dei Comuni
EMPOLI. Un unico ufficio del giudice di pace per tutto il circondario. Con sede nei locali del tribunale di via Sanzio. E con il personale “reclutato” tra i dipendenti comunali. È la proposta dell’as...
EMPOLI. Un unico ufficio del giudice di pace per tutto il circondario. Con sede nei locali del tribunale di via Sanzio. E con il personale “reclutato” tra i dipendenti comunali. È la proposta dell’associazione politico-culturale AdessoEmpoli, che ha formalizzato ai sindaci, alla senatrice Laura Cantini e al deputato Dario Parrini in seguito all’assemblea che si è tenuta nella sede della Pubblica Assistenza, proprio per discutere dell’imminente spostamento dei giudici di pace da Empoli e Castelfiorentino a Firenze.
«La nostra proposta – spiega Fabrizio Biuzzi di AdessoEmpoli – è di mantenere un solo ufficio del giudice di pace a servizio di tutti gli 11 comuni compreso Montespertoli che attualmente insiste su Firenze. Con sede a Empoli, nell'edificio dove ora è presente la sezione distaccata del tribunale, che si renderà libera al momento in cui verrà attuata la revisione delle circoscrizioni giudiziarie». Attualmente il Comune di Empoli per il mantenimento dell'ufficio del giudice di pace in piazza Guerra paga 70mila euro ogni anno. Cifra che viene poi rimborsata dallo Stato. Tale costo è dato da 47.500 euro annui di affitto, più 22.500 euro annui di utenze. Il costo dell’affitto sarebbe eliminato, perché i locali di via Sanzio sono di proprietà del Comune». Quindi la “ricetta” per il personale. «Nell'ufficio che si costituirà a Empoli ci sarà bisogno di 2 cancellieri, di 5 impiegati e 3 giudici. Si può sopperire a questa esigenza trovando all'interno degli organigrammi degli undici Comuni sette persone da trasferire a tale compito. Ciò non dovrebbe essere particolarmente difficile perché con la riorganizzazione e l'accorpamento delle mansioni previste dal regolamento dell'Unione dei Comuni con conseguente soppressione e riordinamento di alcuni uffici doppione, si prefigura la presenza di personale in esubero da ricollocare».
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