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Empoli

la morte di mennea

Lambruschini «Perdo un amico e un maestro»

FUCECCHIO. «Era un grande uomo oltre che un grande sportivo, era la dimostrazione che con l'abnegazione e il sacrificio si può arrivare da qualsiasi parte. Senza truffe, solo con la pura preparazione....

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FUCECCHIO. «Era un grande uomo oltre che un grande sportivo, era la dimostrazione che con l'abnegazione e il sacrificio si può arrivare da qualsiasi parte. Senza truffe, solo con la pura preparazione. Era esempio di onestà e integrità sportiva». Così Alessandro il fucecchiese Lambruschini, 48 anni, già campione europeo e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 nei 3000 siepi, ricorda Pietro Mennea, la leggenda dello sport morto ieri. «È un lutto che colpisce tutto il mondo dell'atletica, non solo per me –aggiunge Lambruschini – io, poi, ho perso anche un amico, un maestro, un punto di riferimento. Mennea è stato un grande, un faro. Ci sentivamo spesso e ci siamo visti non molto tempo fa. Ricordo con affetto soprattutto le ultime Olimpiadi alle quali abbiamo partecipato insieme, io 23 anni e lui 36, quelle di Seul 1988. Da lui ho sempre ricevuto anche insegnamenti di vita». Anche il comitato organizzatore della Mezza Maratona Città di Fucecchio, coi presidenti Ivano Libraschi (Atletica Fucecchio) e Fabrizio Bachini (Pieve a Ripoli), in testa, si uniscono al cordoglio per la scomparsa di Mennea: «E abbiamo deciso di dedicare la nona Mezza Maratona Città di Fucecchio del 2014 proprio a Mennea».

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