Sicurezza
Comune condannato a pagare 160mila euro
La vicenda riguarda l’esproprio di un terreno per realizzare case popolari Sostegni: «Risale a 30 anni fa ed era già stata fatta la transazione. Ricorreremo»
CAPRAIA E LIMITE. Una vicenda lunga trent’anni, che non vede la fine. Anzi. L’ennesima puntata della telenovela ha inevitabilmente fatto scattare la contromossa del Comune che proprio non vuole saperne di sborsare 162mila euro per pagare (un’altra volta) un esproprio di un terreno avvenuto nei primi anni Ottanta, voluto dalla giunta guidata dall’allora sindaco Franchini. L’area di proprietà della famiglia Borgioli, a Capraia Fiorentina, era stata individuata come ideale per ospitare le case popolari. L’ente dette il via alla procedura, che arrivò a compimento attraverso il pagamento – come prevede la legge – di un indennizzo ai proprietari. Questi ultimi però, evidentemente, trovarono inadeguata la cifra stanziata dal Comune e presentarono ricorso.
La battaglia legale è andata avanti per molti anni, finché all’inizio degli anni Duemila le due parti trovarono un accordo che sembrava destinato a scrivere la parola fine sulla vicenda: una transazione, ossia un contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite. Ma evidentemente l’accordo – messo nero su bianco – lasciava comunque un margine di manovra ai privati, visto che i Borgioli nel 2008 citarono nuovamente in giudizio il Comune.
Ora, dopo altri cinque anni, è arrivata la sentenza del tribunale di Firenze – sezione distaccata di Empoli – che ha accolto la domanda di Pacino, Mario e Renzo Borgioli, condannando il Comune di Capraia e Limite a pagare alla famiglia espropriata 162mila euro. La sentenza ha colto tutti di sorpresa in municipio, con la giunta Sostegni che ha deciso di ricorrerere in appello, affidando l’incarico di rappresentare e difendere l’ente all’avvocato Fausto Falorni di Firenze, per un ammontare di 10mila euro più Iva.
«Credevamo – spiega il sindaco Enrico Sostegni – che la vicenda fosse chiusa con la transazione dei primi anni Duemila. E iInfatti ci aveva già sorpreso anche la citazione in giudizio presentata dai Borgioli nel 2008. La condanna ci ha stupito ancora di più». Il primo cittadino non entra nel merito della sentenza: «Ma vogliamo capire – sottolinea – che cosa ha permesso agli ex proprietari di quel terreno dove sono state realizzate le case popolari – di citarci in giudizio e ottenere un risarcimento, almeno in primo grado. Tutto questo nonostante che il Comune abbia già pagato l’esproprio a suo tempo e abbia sborsato una cifra considerevole dodici anni nell’ambito della transazione che, di fatto, avrebbe dovuto chiudere definitivamente la partita e che, evidentemente, all’epoca era stata accettata da entrambe le parti, che in quel modo avrebbero dovuto desistere da ulteriori rivendicazioni».
A questo punto non resta che attendere il giudizio della Corte d’Appello di Firenze, che potrebbe costringere il Comune di Capraia e Limite a dover fare i conti con una spesa imprevista considerevole che potrebbe comportare ulteriori sacrifici di bilancio. (f.t.)
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