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Empoli

Salvare il giudice di pace con la Regione

Salvare il giudice di pace con la Regione

È la proposta del coordinatore dell’ufficio di Empoli, Carlo Farsetti, per evitare la chiusura

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EMPOLI.

Tre le strade per tentare di salvare l’ufficio del giudice di pace. Ma quella della Regione sembra la più adatta. A indicarle è il coordinatore dell’ufficio, Carlo Farsetti. «La prima è quella di intervenire in via politico-amministrativa al Ministero della giustizia perché, con l’accorpamento degli uffici di Empoli e di Castelfiorentino e con la concretezza dei numeri che emergono dai procedimenti (5.500 nel 2012), dal numero degli abitanti (175 mila abitanti) e dalla estensione territoriale (oltre 605 chilometri quadrati ), venga attuata, così come previsto dall’ articolo 2 del decreto legislativo 156/2012 la sezione distaccata di Empoli del giudice di pace di Firenze».

« La seconda è quella che i Comuni interessati (articolo 3 del predetto decreto) - spiega ancora Farsetti - si facciano carico delle spese del personale e della sede (i giudici resterebbero a carico del Ministero), soluzione che non mi sembra la più smagliante, con una sorta di arretramento da parte dello Stato che lascia il cerino in mano ad altri non istituzionalmente preposti e predisposti a questioni di giustizia».

« La terza - continua - è mettere in moto l’attuazione del precetto costituzionale con l’articolo 116 della Costituzione, il quale ha espressamente previsto che l’organizzazione della giustizia di pace possa essere demandata alle Regioni , con legge dello Stato e sentiti gli enti locali». «Ritengo questa ultima ipotesi - va avanti - la più consona, la più adatta e anche la più moderna per il futuro dell’ufficio del giudice di pace e quindi quella indubbiamente da perseguire in maniera compatta e decisa da parte di tutti, peraltro “sostenuta” da una delibera del Consiglio superiore della magistratura del 19 aprile 2012 specifica sui giudici di pace che ha intravisto motivi di incostituzionalità sulla seconda ipotesi. La scelta regionale, inoltre, metterebbe definitivamente l’Ufficio al riparo da tutta una serie di improvvisati e discutibili interventi da parte dei governi che spesso hanno una forte miopia del territorio e del cittadino».

«L’ufficio del giudice di pace,quello che ha i numeri ed aggiungerei i meriti per restare sul territorio - conclude Farsetti - oltre alla sua specifica funzione di prossimità, ha una funzione giurisdizionale “virtuosa” perchè produce più entrate che uscite. Nel 2012 l’ufficio di Empoli ha fatto incassare allo Stato oltre un milione di euro con la gestione della materia civile. Poi vi è l’altra potenzialità pecuniaria che deriva dalle sentenze penali (il giudice di pace non commina la detenzione, ma consistenti multe, anche queste vanno allo Stato, e non esiste la sospensione condizionale), con un contenimento complessivo di spese in euro 240.000 annue. Sembra strano ma tale tipo di giustizia ,se ben utilizzata ed organizzata, è un vero proprio “affare” per chi la gestisce e questo deve essere fatto capire alle Regioni».

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