La manifestazione
Carrara: «Caro Salvagnoli, Lucca non è facile»
EMPOLI. In una lettera diretta a Vincenzo Salvagnoli, il 17 novembre del 1847, all'indomani dell'acquisizione da parte del Granducato di Toscana del Ducato di Lucca, Francesco Carrara, illustre...
EMPOLI. In una lettera diretta a Vincenzo Salvagnoli, il 17 novembre del 1847, all'indomani dell'acquisizione da parte del Granducato di Toscana del Ducato di Lucca, Francesco Carrara, illustre avvocato lucchese, chiede a "Cencio" l'intercessione presso gli ambienti governativi affinché sia tenuta truppa in grande quantità in Lucca, per garantire reddito ai commercianti ed alle manifatture. Poi dice, soffermandosi sulla situazione politica: «Non si illuda il Governo Toscano sulla forza dei partiti in Lucca. Il partito aristocratico è piccolo, ha poche capacità e mancanti di coraggio. Del partito carlista si contano gli individui atti solo a mene segrete, alla calunnia, alla guerra delle tenebre: le masse popolari diffidano dell'uno e dell'altro. Il partito ultra liberale rappresentato nel giornalismo da uomini d'ingegno ma di poca pratica, e rappresentato nel caffè da giovani fosforici, non ha neppure esso sopra le masse una influenza durevole. Il partito liberale conservatore è il più esteso, ma non è partito perché non è organizzato e non ha rappresentanza. Non si prediliga dunque nessun partito ma si miri al bene reale. Non vi è nelle masse amor del principio così forte che faccia tacere il bisogno", è il consiglio del Carrara per il nuovo governo. Lo studio attento delle vicende storiche ci consegnerebbe gratuitamente tante profezie utili per il futuro; così facendo, gli uomini politici probabilmente avrebbero intorno meno "santoni" e forse - visto in che condizioni ci troviamo - elaborerebbero ogni tanto anche qualche idea nuova. Ce n'è bisogno.
Paolo Santini
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