Il Tirreno

Empoli

Bollette e soldi dai Comuni salvi (per ora) 400 stipendi

di Francesco Turchi
Bollette e soldi dai Comuni salvi (per ora) 400 stipendi

Soluzione tampone fino a giugno: in arrivo le fatture Tia a saldo dello scorso anno gli enti locali anticipano i soldi all’azienda per il servizio del primo trimestre 2013

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EMPOLI. Quattrocento stipendi salvi almeno fino a giugno, nonostante il black-out causato dall’introduzione della Tares. I dipendenti di Publiambiente possono tirare un sospiro di sollievo. L’azienda guidata da Paolo Regini ha incontrato i sindacati, illustrando il piano per evitare il blocco dei pagamenti per i lavoratori e delle fatture presentate dai fornitori. I soldi entreranno nelle casse di Publiambiente, svuotate dal pasticcio che sta accompagnando l’introduzione della Tares, grazie alle fatture relative all’ultimo trimestre 2012 della Tia e all’erogazione, da parte dei Comuni, di un anticipo sul servizio svolto nei primi tre mesi del nuovo anno.

Il quadro. Dal primo gennaio 2013 la Tariffa di igiene ambientale (Tia) è stata sostituita dalla Tares, una tassa che, peraltro, aggraverà e non poco i costi a carico degli utenti, anche se Publiambiente e Comuni dell’Empolese Valdelsa stanno mettendo a punto un meccanismo di salvaguardia in grado di garantire un premio, in termini di abbattimento di costi, ai virtuosi della raccolta porta a porta. Il Parlamento - alla vigilia della elezioni - ha fatto slittare il pagamento della prima bolletta a luglio. In questo modo le aziende, come Publiambiente, che gestiscono il servizio di raccolta rifiuti inizieranno a vedere i soldi non prima di 7-8 mesi, con un’emergenza di liquidità tragica. Questo significa che mancano all’appello 36 dei 73 milioni di euro del bilancio di Publiambiente. Perché i cittadini pagheranno a luglio (le prime bollette saranno emesse il 30 giugno), ma Publiambiente vedrà i soldi soltanto in autunno. Gli utenti infatti pagheranno la Tares (attraverso F24 o bollettino postale) allo Stato. Che poi girerà i soldi ai Comuni, i quali soltanto a quel punto potranno iniziare a pagare le fatture emesse da Publiambiente. E sarà settembre, o addirittura ottobre.

La minaccia. Alla luce di tutto questo, la scorsa settimana Regini aveva lanciato l’allarme: «Stiamo lavorando con gli istituti bancari per evitare il blocco degli stipendi dei dipendenti». Nel frattempo una soluzione è stata trovata. Ma si tratta di un provvedimento in grado soltanto di tamponare l’emergenza, in attesa di capire che cosa accadrà a livello nazionale. Proprio ieri il presidente di Confeservizi Cispel Toscana (l'associazione regionale delle imprese di servizio pubblico), Alfredo De Girolamo ha chiesto nuovamente «che la revisione della Tares sia affrontata fra le primissime priorità della legislatura», auspicando il rinvio della Tares al 2014, come già richiesto anche dalle Regioni nella conferenza unificata di mercoledì scorso».

La strategia. Nel frattempo, ecco il piano di Publiambiente: nel giro di un mese sarà emessa quella che dovrebbe essere – a meno di rinvii appunto – l’ultima fattura della Tariffa di igiene ambientale, relativa all’ultimo trimestre 2012, la cui riscossione garantirà un po’ di ossigeno, anche se non tutto il fatturato sarà subito incassato, perché c’è comunque da fare i conti con una percentuale di utenti che non vogliono o non possono pagare entro la scadenza. Contemporaneamente entrano in campo i Comuni, ai quali Publiambiente fatturerà quanto gli spetta per lo svolgimento del servizio nel primo trimestre del 2013. Una sorta di acconto, al quale seguirà un conguaglio più avanti, quando i Comuni incasseranno i soldi delle bollette Tares dai cittadini. Ma anche su questo fronte le incognite non mancano, visto che gli enti locali devono comunque fare i conti coi vincoli del patto di stabilità.

La reazione. Il piano illustrato da Regini ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai sindacati, che comunque tengono alta la guardia: «Publiambiente – sottolinea Simonetta Poggiali della Cgil – ci ha garantito che in questo modo non ci dovrebbero essere problemi per quanto riguarda gli stipendi dei quattrocento dipendenti e dei lavoratori delle cooperative dell’indotto almeno fino a giugno. Comunque continueremo a monitorare la situazione», in attesa della Tares, che peraltro porterà un aumento delle spese in bolletta. Infatti, oltre ai costi già calcolati dalla Tia, sarà introdotto un aumento di trenta centesimi a metro quadrato (elevabili a 40 centesimi) che andrà nelle casse dei Comuni in sostituzione di una parte di trasferimenti statali è stata cancellata. Inoltre la nuova tassa, in quanto tale non sarà più deducibile l'Iva da parte delle aziende e il costo complessivo sarà maggiorato di un altro 10%.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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