Il Tirreno

Empoli

Lasciati senza stipendio i precari della scuola

Gli istituti non hanno più autonomia finanziaria e i supplenti vengono pagati attraverso un sistema centralizzato. Che, però, ancora non funziona bene

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EMPOLI. Sono più di cinquanta gli insegnanti precari, dalla scuola dell'infanzia fino alle superiori, del circondario Empolese Valdelsa in attesa di stipendio da tre mesi. Una situazione definita dai sindacati “scandalosa”, ma che in fondo si dimostra meno grave in confronto al panorama avvilente della provincia di Firenze, dove risulta più rilevante il numero di insegnanti senza stipendio, in alcuni casi dall'inizio dell'anno scolastico. Se è vero che la criticità raggiunta dai bilanci delle scuole era già alta, dall'inizio dell'anno scolastico lo è ancora di più con l’entrata in vigore dell’ormai tristemente famoso decreto legge n. 95 nello scorso luglio.

Già da settembre la legge ha accentrato nelle mani del Ministero dell’economia e delle finanze il pagamento degli stipendi agli insegnanti con incarichi annuali o a tempo determinato. Da gennaio le competenze del Mef si sono estese anche ai cosiddetti supplenti, cioè insegnanti con contratti brevi, detti temporanei, che in Toscana sono una buona metà del totale di 5000 insegnanti precari stimati dalla Cgil.

Fino ad oggi, i più “sfortunati” non hanno preso neanche un soldo dall’inizio dell’anno scolastico; mentre la maggioranza si trova nell’incredulità di non capire come sia stato possibile il verificarsi di ritardi di tre, quattro o addirittura sei mesi. Da parte loro le scuole non se la passano meglio. «Con questa legge ci hanno prosciugato i già residui fondi che avevamo a disposizione» testimoniano dalla segreteria del circolo didattico di Fucecchio dal quale si viene a sapere che in tutto il mese di febbraio hanno incassato un interesse dalla banca di soli 40 centesimi di euro. «Prima restava qualcosa da spendere nella scuola, per i ragazzi. Ora non c'è rimasto più niente».

Dal primo gennaio di quest’anno, dunque, con questo nuovo sistema stiamo assistendo ad un ulteriore impoverimento dei bilanci delle scuole. Ma non basta, perché le difficoltà di tipo tecnico, di fronte alle quali si sono trovate le segreterie, sono state anche superiori a quelle finanziarie. Il problema principale è stato riscontrato sul funzionamento del NoiPA, il sistema informatico centralizzato del Ministero sul quale tutte le scuole devono caricare i contratti agli insegnanti con incarichi a tempo determinato. In molti casi le segreterie sono andate in tilt a causa del funzionamento a singhiozzo della rete NoiPA e la stessa Ragioneria di Stato di Firenze ha avuto problemi burocratici enormi, ricorrendo a febbraio ad una presa di posizione ufficiale verso il Mef tramite l'Rsu.

Tra i comuni rilevati il numero più alto è quello riscontrato nelle scuole dell'infanzia e primaria, dove sono 32 i casi accertati; 17 gli insegnanti nelle scuole medie e solamente 3 alle superiori. Empoli, Fucecchio, Capraia-Limite le zone dove hanno operato gli insegnanti più colpiti; più esiguo invece il numero tra Castelfiorentino, Certaldo e Montespertoli. In tutti questi casi, i ritardi nel pagamento degli stipendi sarebbero limitati a gennaio e febbraio, e solo in alcuni altri si registrano ritardi per la mensilità di dicembre. «Questo è stato il mese cruciale – conferma il vice coordinatore della Gilda Firenze, Fabio Cimmino – molte scuole avevano i fondi per pagare gli insegnanti e sono riuscite a provvedere; mentre quelle che avevano finito i soldi hanno dato mandato al Mef. Da gennaio è partito il nuovo sistema del “cedolino unico” che ha dato i maggiori problemi alle scuole e dal quale sono scaturiti i ritardi nei pagamenti delle ultime due mensilità» .

Con questo sistema del cedolino unico le scuole hanno comunicato i dati relativi ai contratti stipulati attraverso il loro sistema informatico, detto Sidi, sul NoiPA del Ministero. Il problema è sorto nel mese di gennaio, quando il sistema centrale ha funzionato a intervalli, impedendo in molti casi il normale caricamento dei contratti. «E’ una situazione scandalosa quella in cui il Ministero ha lasciato tanti insegnanti – dichiara la coordinatrice provinciale della Gilda, Silvana Boccara, che opera tra l'altro sul circondario - Qui si è voluto giocare con la vita delle persone. Abbiamo avuto più di venti segnalazioni di insegnanti pronti a fare ingiunzione di pagamento».

Antonio Lanza

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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