Gioco
Il diario del primo giorno dell’onorevole Dario Parrini
Il neo-deputato scrive per noi le sensazioni e le emozioni provate alla Camera: dalla speranza alla responsabilità passando per l’omgaggio ad Aldo Moro e il peso dei moniti del presidente Napolitano
EMPOLI. Dario Parrini ha scritto per noi il diario del suo primo giorno di scuola. E che scuola, quella alla Camera. Ecco, dunque, il diario del neo-deputato della Repubblica.
PASSIONE, SPERANZA, RESPONSABILITÀ. Passione, speranza, responsabilità. Entri a Montecitorio e capisci subito che queste sono le parole-chiave. Dobbiamo far vivere con passione una speranza responsabile. In tanti ci dicono: "mettetecela tutta, non ci deludete". È a loro che dobbiamo rendere continuamente conto. "Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione". Frase di Hegel. I dipendenti del comune di Vinci l'hanno citata nel regalo con cui mi hanno salutao. È verissima. Chi siede in Parlamento rappresenta interessi e territori. Ma anche delle passioni. La propria e quella, semplice raziocinante e intensa, di coloro che lo hanno eletto.
PIÙ CHE ONOREVOLE, ONORATO. Non si fa un passo, qui, senza che qualcuno ti chiami onorevole. Onorevole? Parola bella. Esortazione a farsi onore. A meritare la stima altrui. Ma, più che onorevole, mi sento onorato. Onorato di avere l'opportunità di servire il popolo italiano con la buona politica. Sono emozionato. E anche teso: il compito che abbiamo è difficilissimo. Questo non è il tempio della casta. È l'istituzione per eccellenza della Repubblica. Non posso fare a meno di pensare che è da qui che alcuni tra i migliori d'Italia hanno fatto la storia: Giolitti e Gramsci; De Gasperi e Nenni; La Malfa e La Pira; Calamandrei e Croce; Giuseppe Di Vittorio e Giorgio Amendola; Nilde Iotti e Tina Anselmi; Pertini e Berlinguer. È anche con in mente il loro esempio che dobbiamo preparare la riscossa di una nazione fiaccata dalla crisi ed eccessivamente divisa.
RINNOVAMENTO E GIUSTIZIA. Una nazione bisognosa di rinnovamento e di giustizia. Rinnovamento: le deputate mai così tante, e quelli con meno di 40 anni sono il 38%. È molto. Ma si può far di più. Giustizia: non c'è giustizia in un Paese con troppi disoccupati e precari, con troppi lavoratori in ansia per il reddito e il posto, con costi della politica troppo alti, con troppe piccole e medie imprese in ginocchio per fatturati che calano, clienti e pubbliche amministrazioni che non pagano, banche che tagliano i fidi, tasse troppo alte.
L'OMAGGIO AD ALDO MORO. La XVII legislatura si apre alla vigilia del 35esimo anniversario del rapimento di Aldo Moro. Lo ricorda il presidente provvisorio e tutti ci leviamo in piedi per un applauso. Doveroso omaggiare Moro. Qualche ora prima avevo avvertito la necessità di farlo privatamente, andando in via Caetani, il luogo in cui fu ritrovato il suo cadavere. Quella strada vista infinite volte in tv, piena di gente e teatro di una tragedia, è uno dei miei primi ricordi di bambino. Via Caetani è una piccola traversa di via delle Botteghe Oscure, non distante da Piazza del Gesù e da Palazzo Venezia.
INTELLIGENZA E SOBRIETÀ. Il sacrificio di Moro è ricordato da una grande targa voluta dal sindaco di Roma Argan nel 1979. Su di essa si rammentano la sua "rettitudine" e la sua "lucida intelligenza". Ecco altre due parole-chiave. Non andremo lontano senza intelligenza e onestà. E oltre alla rettitudine ci occorrono esempi belli di sobrietà. Come quella del nuovo papa che con i suoi primi umili gesti ha saputo raggiungere il cuore di milioni di donne e di uomini. "Francesco uno di noi", titolava stamani, significativamente, il quotidiano distribuito gratuitamente nelle stazioni della metro di Roma.
I MONITI DI NAPOLITANO. Cominciano le votazioni. Le prime sono senza esito. Giorgio Napolitano fu eletto presidente di quest'assemblea nel 1992, quattordici anni prima di diventare Capo dello Stato. Impossibile, in queste ore di somma incertezza politica, non ripensare ai suoi continui moniti affinché la ragionevolezza e il senso di responsabilità prevalgano sulle posizioni settarie e strumentali. È un problema antico. Eppure è ancora terribilmente attuale.
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