Gioco
Gli studenti a lezione nell’azienda Cambi
FUCECCHIO. L'azienda Giovanni Cambi srl di Fucecchio ha dato ospitalità ai ragazzi della classe V meccanico/elettrico dell'Istituto Arturo Checchi, nell'ambito dell'iniziativa "Professioni al Centro"...
FUCECCHIO. L'azienda Giovanni Cambi srl di Fucecchio ha dato ospitalità ai ragazzi della classe V meccanico/elettrico dell'Istituto Arturo Checchi, nell'ambito dell'iniziativa "Professioni al Centro" del progetto Piazza Lavoro, realizzato dai Comuni del Circondario Empolese-Valdelsa in collaborazione con i servizi per l'impiego del territorio. L'iniziativa rispondeva a una finalità del progetto e ad una richiesta specifica della scuola: incontrare professionisti dei diversi settori produttivi e trovare sedi di lavoro disponibili a un primo approccio con gli studenti, per rendere loro più semplice muovere i primi passi, fossero anche per semplici visite o tirocini, verso l'occupazione nel territorio.
La visita è stata organizzata dall'assessore del Comune di Fucecchio Emma Donnini, da Marcella Gozzi del Servizio InformaGiovani e dal Prof. Massimo De Masi dell'Istituto Checchi.
La Giovanni Cambi Srl, nata subito dopo la guerra come officina generica, si è successivamente specializzata in macchine per la lavorazione del vetro, utili cioè per molatura, levigatura e foratura; a questa produzione, si sono affiancati servizi di riparazione, collaudi e interventi. Questi particolari prodotti non hanno una concorrenza nel territorio: aziende simili sono presenti solo a Milano e nella zona di Bologna e Pesaro; l'azienda partecipa a due importanti fiere di settore, Milano e Düsseldorf, e in passato ha avuto contatti anche con la Polonia e il Brasile. Per la visita dei ragazzi, il titolare ha messo a completa disposizione due suoi operai, che hanno spiegato con precisione il funzionamento di una foratrice in verticale dotata di nastro trasportatore.
Giovanni Cambi ha sottolineato il periodo critico della lavorazione meccanica, la concorrenza di prodotti cinesi e turchi, spesso di qualità inferiore, e la speranza forte di una ripresa del settore. Il professor De Masi ha aggiunto: «La scuola può solamente ben sperare per i ragazzi della quinta. Sono ben coscienti della situazione in cui si trovano, e per questo non hanno grosse pretese, vogliono mettersi in discussione. Non pongono come primo step il guadagno, ma preferiscono imparare un mestiere, cominciare ad entrare nel mondo del lavoro, anche attraverso strategie nuove, non ordinarie. Come scuola, non possiamo che ringraziare le aziende che ci offrono stage o ospitalità». L'assessore Donnini ha chiesto uno sforzo ai professori e ai dirigenti: non fermarsi alle ore canoniche di lezione, né all'attivazione di laboratori nella scuola, perché così si resta fuori dal contesto di qualunque azienda e si perpetua la difficile realtà dell'occupazione giovanile. «In questo momento – ha spiegato – le aziende non hanno la forza di mettere la testa fuori, sono stremate e si concentrano su obiettivi minimi. Deve essere la scuola a creare, con la sinergia delle amministrazioni, come in questo caso, un ponte con la realtà economica del territorio».
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