La protesta
Nel mirino 5mila evasori da recuperare un milione
La Camera di commercio incarica Equitalia di inviare le cartelle esattoriali alle imprese del circondario che non hanno versato la quota d’iscrizione
EMPOLI. Dopo i controlli la Camera di commercio dà la caccia a chi ha evaso la quota d’iscrizione annuale. Numeri importanti anche quelli registrati nel circondario Empolese Valdelsa. Sono circa cinquemila le cartelle esattoriali che sono in arrivo alle imprese per il mancato pagamento del diritto annuale relativo al 2010. E grazie a questa operazione la Camera di commercio conta di recuperare circa un milione e centomila euro.Il trend di morosità è stato in crescita costante negli ultimi anni e l'aumento rispetto alla stessa operazione effettuata tra il 2008 e il 2009 è stato pari al 19%. Ora, invece, le posizioni debitorie delle imprese sono diminuite perché è stato molto più forte la scomparse delle aziende iscritte.
La quota d’iscrizione è il tributo che ogni azienda, iscritta o annotata nel Registro delle imprese, è tenuta a versare alla Camera di commercio. Ma c'è chi si è dimenticato, chi ha pagato soltanto una parte e chi invece proprio non ha versato la quota. A queste vanno aggiunte le imprese cessate ma che non sono state cancellate e che non sapevano di dover continuare a pagare.
Periodicamente gli uffici del “diritto annuale” passano al setaccio tutte le posizioni delle oltre 100mila imprese della provincia. Schedano quelle morose e passano la pratica a Equitalia che a distanza di tre anni presenta il conto. Dalla banca dati della Camera di commercio fiorentina è stata estrapolata la lista dei debitori che si aggira per il 2010 sulle 25 mila unità. Il 20% di queste imprese ha sede nell'Empolese Valdelsa che dovranno versare circa un milione al quale vanno aggiunti gli interessi di mora e l'aggio che spetta alla concessionaria dei tributi. In tutta la provincia, la Camera di commercio dovrebbe riscuotere 5 milioni e 400mila euro di cui quasi 4 milioni di diritto annuale, un milione e 300mila di sanzioni e 200mila euro di sanzioni.
Secondo le stime della Camera di commercio, sarà recuperato l'80% del credito, mentre per il restante 20% ci vorranno mesi o anche anni. Le ingiunzioni sono di importo variabile da poco più di cento euro a migliaia di euro. Questo in base anche allo scaglionamento degli importi del diritto annuale previsto dalla Camera di commercio. Le imprese iscritte alla sezione ordinaria (individuali, consorzi, cooperative, società di persone, società di capitali), pagano infatti da un minimo di 240 euro se il loro fatturato è inferiore a centomila euro, a un massimo di quarantottomila euro per un fatturato superiore ai 50 milioni di euro. L'importo richiesto nella cartella di pagamento potrà essere pagato tramite il bollettino allegato, in banca o alla posta o direttamente agli sportelli di Equitalia Cerit. Scaduti i sessanta giorni dalla notifica dell'atto, l'agente della riscossione farà partire le azioni di recupero forzoso con pignoramento e fermi amministrativi.
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