Il Tirreno

Empoli

C’è il rischio esuberi per i dipendenti comunali

di Marco Pagli
C’è il rischio esuberi per i dipendenti comunali

Tagli in vista dove il rapporto tra abitanti e numero di addetti supera la soglia Per ora solo Montaione è nel mirino ma i parametri potrebbero cambiare

4 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Il posto fisso, come politici e tecnici che si sono alternati al governo negli ultimi anni hanno ampiamente proclamato, non è più di questo mondo. E il terremoto che nel settore privato si chiama precarietà, in quello pubblico porterà il nome di spending review. Sì, perché anche quello che in passato era considerato garanzia di stabilità, e cioè il posto nel pubblico impiego, potrebbe subire pesanti limitazioni e lasciare spazio allo spettro degli esuberi. Il provvedimento di luglio sulla revisione della spesa, infatti, ha previsto un'ampia razionalizzazione sia delle spese che del personale in forza agli enti pubblici, tra cui ovviamente ci sono anche i comuni. Ancora non è stato pubblicato il decreto attuativo che fissa i parametri, ma di certo c'è che chi sforerà di una certa soglia il rapporto tra dipendenti comunali e popolazione andrà in contro a prepensionamenti, mobilità e scivoli vari. Stando ad una tabella ministeriale, che risale al marzo 2011, ma che secondo molti potrebbe essere presa come base di appoggio per la fissazione degli standard dettati dalla spending review, nell'Empolese Valdelsa tutti i comuni rientrano nei parametri, ad eccezione di Montaione dove il rapporto tra dipendenti e numero di abitanti supera i limiti.

La razionalizzazione. Prima che scatti il piano, come detto, dovrà essere pubblicato il decreto attuativo nel quale devono essere indicati i rapporti medi tra personale assunto e popolazione residente per classe demografica. In sostanza, in base alla grandezza del comune sarà stabilito un indicatore di riferimento, il quale se superato del 40% porterà gli amministratori a mettere mano a forbici e cesoie. Gli strumenti sono già stati trovati: pensionamento per chi raggiunge entro il 2014 i vecchi requisiti previdenziali, part time per gli altri più vicini alla pensione, mobilità e se questo non basta uno scivolo biennale all'80% dello stipendio. In pratica una cura da cavallo.

La tabella. Per avere un'idea della situazione, però, abbiamo preso in considerazione una tabella ministeriale che stabilisce i rapporti medi tra dipendenti e abitanti per gli enti locali in condizioni di dissesto. Non quella definitiva, insomma, ma sicuramente una base di appoggio per la stesura del decreto attuativo. In questa tabella sono individuate sei fasce demografiche e i relativi rapporti medi. Il circondario è interessato a due di essi: la fascia tra 3mila e 10mila abitanti (che coinvolge Capraia e Limite, Gambassi e Montaione), dove il rapporto medio è di un dipendente ogni 144 abitanti, e quella tra 10mila e 60mila (nella quale sono compresi tutti gli altri), dove il rapporto è di un dipendente ogni 122 abitanti.

Lo stato dei comuni. Stando a queste stime solo il comune di Montaione non rientrerebbe nei parametri, dal momento che con 82 dipendenti e una popolazione di 3.773 abitanti ha un rapporto di un assunto ogni 46 persone. Il nodo è legato alla casa di riposo Villa Serena che, va detto, svolge una funzione che va oltre i confini del comune ma assorbe più della metà dei dipendenti complessivi del municipio. Il sindaco Paola Rosetti, però, non vuol sentir parlare di tagli. «Ancora non sappiamo quali saranno i numeri precisi dal ministero - argomenta - tuttavia posso garantire che ogni decisione che verrà presa dovrà tener conto dei diritti delle persone e della necessità di tenere in piedi servizi che noi riteniamo imprescindibili». E tra questi c'è l'assistenza agli anziani garantite dall'Rsa di Montaione a oltre 130 utenti. «Sappiamo bene che siamo fuori parametro sia per la spesa corrente, sia per il personale - prosegue - senza contare le cinghie del patto di stabilità e una riduzione della spesa di circa 300mila euro prevista per l'anno in corso. Tuttavia, o decidono di chiuderci oppure ogni soluzione possibile dovrà partire da una base di garanzie imprescindibile».

La possibilità. Una potrebbe essere il passaggio del personale impiegato nelle politiche sociali e nella polizia municipale dalla gestione dei comuni a quella dell'Unione. «In effetti il percorso è già stato intrapreso - conferma Federico Campatelli, sindaco di Gambassi - anche se dovrà seguire un iter ben preciso. Questo sposterebbe di molto il peso dalle amministrazioni all'ente di piazza della Vittoria, in modo da riassestare molti dei parametri che ad oggi appaiono eccedenti. Tuttavia per avere certezze bisognerà attendere i decreti attuativi dei provvedimenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web