Italia
L’Intifada dice no all’ecomostro
Protesta del centro sociale a Ponte a Elsa: «Gli errori del Comune si ripetono»
EMPOLI. Protesta del centro sociale Intifada contro l’ecomostro di Ponte a Elsa. Ieri mattina gli attivisti del centro hanno manifestato con uno striscione contro il quartiere abbandonato e hanno distribuito volantini. «Oggi - hanno spiegato - Ponte a Elsa è purtroppo la periferia di Empoli che non volevamo. La trasformazione da frazione a periferia urbana avviene negli anni Ottanta all’insegna di scelte chiaramente volte alla costruzione di agglomerati urbani slegati dalla territorialità della frazione». Le responsabilità delle istituzioni locali , continuano «sono principalmente di non aver messo al centro dello sviluppo urbano gli abitanti con la conseguente crescita del degrado.In tutto questo tempo la speculazione edilizia ha lasciato, anche a Ponte a Elsa, i suoi scheletri di cemento. Ne è un esempio la costruzione in via Gobetti del lontano 1998, mai terminata». E qui ieri mattina hanno deciso di protestare. «Ponte a Elsa - aggiungono - è un paese schiavo del traffico (non dei concerti del Csa). La storia e gli errori si ripetono. Cambiano le giunte, cambiano le facce ma con il nuovo piano regolatore ancora una volta si è data priorità al cemento e non allo sviluppo vivibile di questa periferia cercando di eliminare tramite il cambio di destinazione d’uso anche l’esperienza del Centro sociale autogestito».
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