Il Tirreno

Empoli

Le sagre non si toccano e i ristoratori si ribellano

La bozza di regolamento con durata e bilanci trasparenti è congelata da due anni Cantini: «Così ci mangiano il 30% del fatturato». Occhipinti: «Pronti al confronto»

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EMPOLI. Nessuno tocca la sagre. E i ristoratori si arrabbiano. Anche perché la stagione delle feste è alle porte, ma i “paletti” chiesti a gran voce non sono stati messi. E la bozza del regolamento messa a punto da Confesercenti è finita in un cassetto. In poche parole, è tutto come due anni fa, quando le associazioni di categoria iniziarono a chiedere l’intervento delle istituzioni, soprattutto per mettere un tetto alla durata delle sagre, rendere trasparenti i bilanci, riservarle esclusivamente ai prodotti tipici e dare l’ok soltanto se in cabina di regia ci sono associazioni senza fini di lucro. Insomma, va bene riempire strade, piazze e strutture attrezzate con tavolate di buongustai e serate in allegria, ma senza danneggiare chi la gente a tavola ce la mette per lavoro tutto l’anno.

Nel frattempo la crisi picchia sempre più forte e i ristoratori non sono più disposti ad attendere: «Le sagre selvagge ci mangiano il 30% dell’incasso». E il coordinatore di Confesercenti dell’Empolese Valdelsa, Lapo Cantini, torna alla carica: «Appena sarà conclusa la nostra fase congressuale (la prossima settimana, ndr), torneremo alla carica con l’Unione dei Comuni per arrivare all’approvazione di un regolamento. Vogliamo capire se c’è la volontà politica di risolvere veramente questo problema».

D’altra parte gli amministratori locali si trovano da una parte a dover dare una risposta concreta a ristoranti e pizzerie e dall’altra non possono neanche voltare completamente le spalle all’associazionismo (società sportive, di volontariato o parrocchie), che spesso vive proprio grazie agli introiti delle sagre estive, che oltretutto hanno anche un’indiscutibile funzione sociale di aggregazione: «Noi – puntualizza Cantini – non vogliamo la cancellazione delle sagre: ma regole chiare, un calendario annuale e un prodotto dell’Empolese Valdelsa come protagonista. Altrimenti queste “mangiate” di trasformano in concorrenza sleale nei confronti dei ristoranti». Senza dimenticare che «si sta parlando di un settore strategico per l’economia della zona, che lotta ogni giorno per mantenere il livello occupazionale». Difficile pensare però a un nuovo regolamento entro pochi mesi. Più probabile che entri in vigore nel 2014: «L’importante è che ora ci si sieda davvero a un tavolo e si arrivi in fondo a questa vicenda. Una bozza c’è già e ricalca più o meno le regole già in vigore a Cerreto Guidi, unico Comune che ha approvato un regolamento. Che andrebbe semplicemente “esportato” in tutto l’Empolese Valdelsa».

La palla a questo punto passa nelle mani dell’Unione, con il delegato Giovanni Occhipinti che tende la mano alla categoria: «La volontà politica di regolarizzare le sagre indubbiamente c’è». Ripartendo proprio da quella bozza messa a punto da Confesercenti e che prevedeva tra le altre cose un albo dei promotori e l’utilizzo del termine “sagra” solo quando il protagonista è un prodotto della zona (altrimenti si deve parlare di “festa”).

«Vogliamo riprendere il filo del discorso – assicura il delegato Occhipinti – trovando una soluzione condivisa. Negli ultimi mesi abbiamo concentrato i nostri sforzi nella “costruzione” istituzionale dell’Unione. Nei prossimi giorni farò un passaggio in giunta, proprio sulla base della vecchia bozza. E poi da lì inizieremo un percorso che coinvolga tutti i soggetti interessati, a cominciare proprio dalle associazioni di categoria».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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