Il Tirreno

Empoli

Scandalo carne di cavallo controlli in 50 aziende

Fino alla fine di marzo l’Asl 11 farà verifiche su pastifici e chi lavora con le mense per chiarire la provenienza dei prodotti macinati che vengono usati

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EMPOLI. Anche l’Asl 11 si mobilita dopo lo scandalo legato alla carne di cavallo. Da alcuni giorni e per tutto il mese di marzo il settore igiene degli alimenti porterà avanti controlli sulle aziende del settore e quelle che si occupano di ristorazione collettiva per capire se effettuano a loro volta le verifiche sulla provenienza delle carni che adoperano. Lo scandalo, come si ricorderà, è scoppiato alcune settimane fa perché è stata trovata carne di cavallo in vari alimenti, in particolare sughi adoperati per paste confezionate, ma questa presenza non era dichiarata nella etichetta dei prodotti. Dalle lasagne, al ripieno per ravioli e tortellini, anche nella nostra zona ci sono stati i ritiri delle merci che hanno fatto le aziende produttrici stesse. Operazioni comunque che sono state seguite direttamente anche dall’Asl 11. Nella nostra zona non ci sono stati, invece, sequestri preventivi di carne da parte dei Nas. Uno scandalo, quello della carne equina (scovata, tra l’altro, in alcuni campioni delle famose polpette svedesi di Ikea) che si configura come un castello di truffe commerciali. E che, come ha spiegato il ministero della salute, non deve portare «ad allarmi per la sicurezza alimentare».

Ma come e quando scattano i controlli sugli alimenti in generale? «Le nostre verifiche - spiega il coordinatore del settore alimenti e veterinaria dell’Asl 11 Maria Giannotti - sono di due tipi: programmate in accordo con la Regione e relative ad emergenze». L’Asl 11 procede con i controlli fatti sulle imprese e da qui può attuare prescrizioni oppure anche sospensioni quando ci sono difformità importanti rispetto alle leggi (e le attività possono essere riprese solo quando le aziende in questione non si mettono in regola). Lo scorso anno sono stati fatti 870 controlli e sono state emesse 113 sanzioni per mancanza di piano di autocontrollo e mancanza di igiene.

Nella maggior parte dei casi, sono soprattutto le piccole realtà dove è più facile trovare difformità rispetto alla mancanza di igiene e mancanza di piano di autocontrollo. E, in un momento di crisi economica come questo, è più facile che cali l’attenzione sugli aspetti relativi all’igiene. Anche se, analizzando i dati degli ultimi anni, «il numero delle sanzioni va diminuendo», spiega Giannotti.

Per quanto riguarda la carne di cavallo «Abbiamo attuato- spiega ancora il coordinatore Maria Giannotti - un piano di sorveglianza speciale e sono interessate tutte le realtà che usano carne macinata per sughi o per confezionare prodotti in scatola. Faremo verifiche per capire se le aziende controllano effettivamente la provenienza e le caratteristiche dei loro approvvigionamenti». «Nel momento in cui si potranno riscontrare casi dubbi - va avanti ancora il coordinatore - allora l’Asl 11 effettuerà dei campionamenti».

Complessivamente i controlli riguarderanno almeno una cinquantina di aziende: da quelle che fanno ristorazione collettiva, alle gastronomie, ai pastifici.

Un’altra emergenza in cui è stato impegnato il servizio igiene alimenti è quella che riguarda i controlli sul pesce per i casi di Anisakis che sono stati riscontrati di recente anche nella nostra zona. Si tratta di un parassita che vive e si riproduce nell’intestino di alcuni pesci, in particolare anche il pesce azzurro, e può trasmettersi all’essere umano attraverso l’ingestione di prodotti crudi o poco cotti, provocando non pochi problemi di salute, in alcuni casi anche molto gravi se dallo stomaco passa all’intestino.

«Abbiamo rilevato la presenza di questi parassiti in due casi- spiega Giannotti- perché è in crescita l’abitudine di mangiare pesce crudo. E questo parassita si sconfigge solo se il prodotto viene mangiato cotto oppure viene congelato».

Infine l’Asl 11, nell’ambito del sistema di allerta europea, ha portato avanti numerosi controlli anche sulla contaminazione degli alimenti dovuta a contatto con materiali non conformi. Questi sono scattati dopo che vennero trovati confezioni di latte contaminato da inchiostri presenti nell’imballaggio. Nella nostra zona sono stati verificati anche la tossicità di pentole e posate. Ma poi non sono state registrate “allerte”.

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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