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Cambia il volto di Montespertoli

Cambia il volto di Montespertoli

Parte stasera il processo partecipativo che porterà al nuovo regolamento urbanistico

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MONTESPERTOLI. Dar vita al nuovo regolamento urbanistico comunale di Montespertoli grazie alla partecipazione della cittadinanza. È con questo spirito che stasera (alle 21 al Centro per la cultura del vino “I Lecci”), l’amministrazione ha deciso di illustrare in un’assemblea pubblica le proprie idee riguardo alcune aree del territorio, in particolare il centro cittadino, Martignana e Anselmo.

Queste idee e proposte verranno poi discusse in date da concordare e in specifici luoghi per ogni zona: al Centro Le Corti per quando riguarda il centro cittadino, al circolo Arci per Martignana e al circolo ricreativo Anselmo nell’omonima frazione. In poche parole i cittadini di Montespertoli potranno partecipare attivamente con le loro proposte per migliorare l’ambito paesaggistico e non solo del territorio.

«I nostri progetti – sottolinea il sindaco Giulio Mangani – che noi chiamiamo laboratori, riguarderanno almeno inizialmente tre specifiche aree: a Montespertoli vogliamo migliorare il cosiddetto “sistema delle tre piazze”, connettendole tramite percorsi pedonali e migliorandone i servizi presenti. A Martignana, dove il territorio è caratterizzato da tutta una serie di abitazioni attigue a fabbriche, noi vorremmo riprogettare questi spazi, in modo da avere aree abitative e aree lavorative. Infine, ad Anselmo, che sorge lungo la strada provinciale, la nostra intenzione è quella di dare un’identità precisa a questa zona, oltre a migliorarne la sicurezza stradale, visto che il 40% degli incidenti stradali nel nostro territorio avvengono proprio lì. Ovviamente, più in là ci sarà spazio anche per le altre frazioni come Ortimino e San Quirico. Per fare tutto ciò chiediamo la collaborazione dei nostri cittadini, una collaborazione forte come quella relativa al Piano strutturale di settembre 2011».

Al progetto ha partecipato anche il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, con Alberto Magnaghi. Il professore si concentra sull’unicità di questo progetto, sia a livello locale che nazionale: «Questo processo partecipativo – precisa – ha dimostrato che i cittadini non hanno una cultura urbanistica legata soltanto alle nuove costruzioni, bensì sono molto più attenti alla qualità del paesaggio esistente e al miglioramento della vivibilità generale. Il progetto prevede di dare un’identità chiara ad ogni area, secondo una logica policentrica che non preveda soltanto il centro cittadino con tutto il resto periferia. La partecipazione è prevista in ogni passaggio dell’iter urbanistico». La logica seguita dall’amministrazione pare chiara: partecipazione a tutti i livelli, unita alla volontà di riqualificare il territorio migliorandone il paesaggio e i servizi, dando un’identità anche alle frazioni.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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