La protesta
Prigionieri dell’ecomostro di Ponte a Elsa tra degrado e senzatetto
Petizione per chiedere la demolizione dello scheletro di cemento. I residenti: «Nessuna risposta dal Comune, pronti a rivolgerci a Procura e Asl»
Centinaia di metri quadrati di cemento abbandonati alle intemperie, alla sporcizia e a una quantità incredibile di rovi e sterpaglie che ultimamente il Comune non riesce più a togliere a causa dei pesanti tagli imposti agli enti locali dalla "spending review". Una zona residenziale e commerciale ultramoderna divisa in quattro edifici, soltanto sul progetto, che ha visto l'interruzione dei lavori quasi tredici anni fa, certificati poi dal fallimento della ditta costruttrice e proprietaria dell'immobile, l'azienda campana Mg Costruzioni. Nel 2010 è stata rimossa grazie all’intervento del Comune la gru pericolante all'interno del cantiere che per anni ha turbato il sonno dei residenti. Ma la battaglia sull'ecomostro non è finita. I cittadini hanno raccolto le firme delle oltre cento famiglie residenti tra via Caponi, via Cioni e via Gobetti nella zona nuova di Ponte a Elsa ed è iniziata un'altra battaglia. I residenti: «Nessuna risposta dal Comune, pronti a rivolgerci a Procura e Asl, anche perché la struttura è diventata rifugio di senzatetto». Sul giornale in edicola un ampio servizio.
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