Sicurezza
La casa diventa collettiva Risparmi e vita migliore
Parte il progetto di sei famiglie che vogliono costruire un immobile di legno con cucina, biblioteca e lavanderia in comune. Anche la spesa sarà fatta insieme
MONTESPERTOLI. Parole d’ordine: solidarietà, condivisione, eco-sostenibilità e economia di scala per minimizzare spese alimentari e consumi. Si potrebbero riassumere così i principi che stanno alla base del cohousing, la coabitazione. In sintesi si tratta di insediamenti abitativi composti da alloggi privati, corredati da aree e servizi comuni gestiti in modo partecipativo. Il modello è stato elaborato in Danimarca dall'architetto Jan Gødmand Høyer nel 1964. Un progetto sta prendendo forma a Montagnana, frazione di Montespertoli.
Il sito individuato è un edificio rurale che, una volta ristrutturato, potrebbe contenere 250 metri quadrati di spazi comuni e da 10 a 12 appartamenti di circa 70 metri quadri ciascuno. Ogni appartamento sarebbe dotato di cucina propria ma in quei 250 metri comuni sorgerebbero una grande cucina collettiva, una sala da pranzo, una lavanderia (cosí da non dover comprare dodici singoli elettrodomestici), una biblioteca e un magazzino. La spesa alimentare sarebbe acquistata collettivamente, grazie allo strumento del gruppo di acquisto solidale, consentendo cosí un risparmio di circa il 30%. Normalmente i siti scelti per coabitare sono circondati da terreno coltivabile e la tenuta di Montagnana non fa eccezione. Con i suoi oltre cinque ettari di terra darebbe la possibilitá agli aspiranti “inquilini” di prendersi cura collettivamente dei campi e di condividere poi ció che ne ricaveranno.
«Si tratta di una modalità di abitare – ha detto Maurizio Mastrogiovanni, dell’associazione Cohousing Toscana – molto moderna perché c’è estrema attenzione alla questione della sostenibilità ambientale (il progetto comprende -tra le altre cose- costruzioni in legno e fitodepurazione) ma, al tempo stesso, antica perché si rifà a quei valori di aiuto reciproco e di solidarietà propri della tradizione contadina».
Al momento le famiglie interessate all’acquisto del sito di Montagnana sono sei. Quando si giungerá a quota 10 o 12 la trattativa con la proprietaria prenderá il via. Uno di questi nuclei familiari è costituito da Dina Pasqualetti, 64enne di Firenze con un figlio ormai adulto, vive da sola nella zona di Novoli e da un paio di mesi è andata in pensione dopo una vita passata tra gli scaffali della Biblioteca Nazionale. A motivare la sua scelta c'è la voglia di campagna ma anche e soprattutto il desiderio di superare le barriere di comunicazione innalzatesi tra vicini di casa di pari passo con l'urbanizzazione delle cittá. «Ho sentito parlare di cohousing per la prima volta nel 2008 - ha detto Dina – e da allora me ne sono sempre interessata. Ció che mi ha spinto ad avvicinarmi all'idea è stato soprattutto il desiderio di uscire dalla vita di condominio, dove non ci sono relazioni. Col gruppo di persone che vogliono acquistare il terreno è stato fatto tutto un percorso. Il sito ci piace molto, è in una buona posizione e soprattutto il Comune di Montespertoli è stato il primo in Toscana, a quanto mi risulta, ad inserire una modifica al piano strutturale in modo tale da poter consentire il cohousing». Difficile dire quale sará il costo degli appartamenti. «Per le costruzioni in legno – ha detto Maurizio – i costi oscillano da mille a 1.200 euro al mq. Nel complesso penso che si raggiungerebbe qualcosa come 2.500, 2.700 euro al mq. Trattandosi di una mini economia di scala peró i risparmi nel tempo peró sarebbero notevoli».
Veronica Potenza
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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