Accordo alla Albor: mobilità ritirata via alla “solidarietà”
GAMBASSI TERME. L’accordo relativo all’azienda Albor di Gambassi è ora nero su bianco. L’incontro tenutosi ieri mattina presso la direzione lavoro della Provincia di Firenze ha dato i frutti sperati...
GAMBASSI TERME. L’accordo relativo all’azienda Albor di Gambassi è ora nero su bianco. L’incontro tenutosi ieri mattina presso la direzione lavoro della Provincia di Firenze ha dato i frutti sperati e ha confermato quanto era stato anticipato ufficiosamente nei giorni scorsi: la procedura di mobilità che l'azienda specializzata in produzione di cornici aveva annunciato per 23 lavoratori è stata ufficialmente ritirata. Per evitare i licenziamenti e garantire un impiego a tutti i suoi 48 lavoratori, la proprietà dell’azienda di cornici applicherà, a partire da dopodomani, i contratti di solidarietà. Difficile quantificare fin da adesso quanto il provvedimento peserà sulle buste paga dei lavoratori: «Questo – ha detto Nicola Ginzburg della Filea Cgil – dipenderà principalmente dalle commesse che l’azienda riuscirà ad ottenere. Teoricamente i lavoratori potrebbero trovarsi a fare il 50% delle ore in meno ma io credo che alla fine la percentuale di ore mancanti sarà più bassa di così». Al centro dell’accordo non solo i contratti di solidarietà ma anche i premi aziendali e la mensa. Solo uno dei due premi di produzione sarà congelato, anziché due come era stato ipotizzato nella prima fase della trattativa: nello specifico si continuerà ad erogare quello da 115 euro mensili ma non quello da 118 euro. Per quanto riguarda la mensa poi, al fine di abbattere i costi, si passerà ai pasti preconfezionati e l’azienda contribuirà economicamente nella misura del 35%, lasciando quindi il resto dell’importo a carico dei dipendenti che avevano manifestato il mese scorso la loro disponibilità a pagare di più per questo servizio piuttosto che vederselo togliere. «È un accordo che nel complesso ci soddisfa – ha detto il coordinatore della Cgil Empolese Valdelsa Sergio Luschi – Si tratta di un risultato importante, alla fine è prevalso il senso di responsabilità». Anche i lavoratori, stando a quanto riportato da Nicola Ginzburg, si sono dimostrati moderatamente soddisfatti. I contratti di solidarietà resteranno in vigore per un anno ma con la possibilità di una ulteriore proroga di dodici mesi, previa verifica dei presupposti di legge e della situazione economica in cui l’azienda si troverà da qui all’anno prossimo.
Veronica Potenza
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