La manifestazione
«In Parlamento mi batterò per la pieve»
Il sindaco Parrini, neo-eletto alla Camera, non vuole abbandonare la chiesa di Sant’Ansano in Greti
VINCI. «Mi sono battuto per salvare la pieve di Sant’Ansano in Greti dal degrado con ogni azione possibile da sindaco di Vinci, a maggior ragione lo farò da deputato». Queste le prime parole di Dario Parrini, neo eletto alla Camera, sull’annosa questione della frana che sta mettendo in grave pericolo la stabilità di uno dei gioielli dell’arte romanica fra i più pregevoli in Toscana (e per la cui consolidazione servirebbe subito un milione). «Non appena si sarà insediato il nuovo governo – ha proseguito Parrini – ed i relativi rappresentanti al ministero per i beni culturali, metterò in campo tutte le azioni formali e informali possibili affinché il nuovo ministro e quindi gli organi di tutela come le Soprintendenze ai massimi livelli possano intervenire con urgenza per cercare di salvare la pieve dalla rovina».
Lo stesso sindaco di Vinci nel 2009 aveva scritto direttamente all’allora ministro Bondi, senza esito. In quell’anno, i funzionari della Soprintendenza, segnalando movimenti franosi in corso, affermarono che l’intervento di consolidamento effettuato in somma urgenza tre anni prima aveva impedito la perdita del monumento, ma non sarebbe stato sufficiente a evitare movimenti e probabili crolli delle strutture verticali. E che sarebbero state necessarie quanto prima opere di sotto fondazione, ma niente.
«Perchè stavolta l’appello non resti inascoltato – affermava ancora Parrini nel 2011, insieme al parroco di Sant’Ansano don Giancarlo Mascheretti – crediamo che sia opportuno incontrare i parlamentari di tutte le forze politiche e chiederemo loro una mano per sensibilizzare il ministero sulla questione». I parlamentari vennero incontrati, ma ancora una volta nulla di fatto. Dall’altra parte adesso, i frequentatori – numerosi e provenienti da ogni parte della zona - della messa domenicale nella chiesa di San Giovanni Battista non ci stanno a rimanere con le mani in mano, e sta già circolando l’ipotesi di una petizione popolare con raccolta di firme per sensibilizzare gli organi competenti. «Spero che tutte le autorità, civili e religiose – ha concluso Parrini – agendo a tutti i livelli facciano fino in fondo la loro parte per ottenere un tempestivo intervento che possa mettere finalmente in sicurezza la pieve».
L’ente proprietario della millenaria Pieve di San Giovanni Battista è la curia di Pistoia, che sembrava a suo tempo intenzionata a seguire la strada della ricerca di fondi nell’ambito della Conferenza Episcopale Italiana. Ma intanto il tempo continua a trascorrere, i ministri cambiano, le crepe nelle murature si allargano e per ora la pieve resiste, eroicamente. Per quanto tempo ancora, però, a nessuno è dato sapere.
Paolo Santini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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