Gioco
Fa tremare Empoli la riorganizzazione della sanità toscana
L’assessore regionale rimanda ogni decisione a marzo ma i sindaci del circondario avvertono: pronti alle barricate
EMPOLI. La riorganizzazione della sanità toscana fa tremare l’Empolese Valdelsa. Il timore è che tra le aziende sanitarie candidate a essere tagliate ci sia anche quella di Empoli perchè non ha un capoluogo provinciale di riferimento. Il presidente della Regione Enrico Rossi ha già detto che «quelle attuali sono troppe». Ieri l’assessore alla sanità regionale Luigi Marroni ha ribadito «che ci stiamo domandando se questo numero è adeguato. La struttura è ottima ma forse negli anni ha bisogno di un alleggerimento». E ha anche aggiunto che «oggi è prematuro dire come e dove. Non sono riforme da fare a cuor leggero e non bisogna solo guardare al numero di aziende ma anche al sistema organizzativo e come queste lavorano».
Di fronte all’ipotesi che nell’alleggerimento ci rientri anche Empoli, però, i sindaci sono pronti a «fare le barricate se questo fosse il piano portato avanti dalla Regione». «Saremo disposti ad usare tutte le strategie possibili - spiega il sindaco di Certaldo Andrea Campinoti, che è anche presidente della Società della salute - e a sederci a tutti i tavoli perché le prestazioni sia della nostra Asl che della Società della salute sono tra le migliori secondo il sistema di valutazione del Laboratorio Mes della Scuola S. Anna. E bisogna guardare nel merito fino in fondo». «Tra l’altro non si capisce la base provinciale di questo ragionamento - aggiunge Campinoti - perché fino a poco tempo fa si ragionava su 4 province».«Pur comprendendo le esigenze di ridurre le spese - spiega il sindaco di Gambassi Federico Campatelli - il taglio della nostra Asl sarebbe un fatto assolutamente negativo. E di fronte a un piano di ristrutturazione sarebbe necessario fare prima di tutto una valutazione di qualità». «Un provvedimento di questo tipo - spiega ancora Carlo Tempesti, sindaco di Cerreto Guidi - deve essere concordato con le amministrazioni locali. Non si deve alzare gli scudi di fronte al cambiamento ma le amministrazioni devono essere protagoniste se questo fosse il progetto».«Non credo che l’eliminazione di un’Asl rappresenti in automatico una razionalizzazione - spiega il vicepresidente della Provincia Laura Cantini -la nostra azienda tra l’altro è stata sempre l’esempio da seguire e se si deve tagliare non bisogna farlo a caso e impoverire il nostro territorio».
Vittorio Bugli, capogruppo del Pd in Regione, però, scaccia le paure di una perdita della Asl 11. E cerca di fare chiarezza. «A me non risulta - spiega - questo sarebbe un piano senza senso e credo che non si debba mettere mano al sistema delle aziende. C’è bisogno di rivedere qualcosa ma l’obiettivo è partire dalle questioni che non riguardano i servizi alle persone come il 118 che può essere accentrato su area vasta. Così gli stessi laboratori del sangue o la gestione del personale o ancora del sistema informatico». E aggiunge: «In ogni caso: se si dovesse riorganizzare si dovrebbe fare con criteri industriali e non su base provinciale. Per cui la nostra Asl non avrebbe alcun problema».
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