Il Tirreno

Empoli

Una stangata sotto l’albero 130 euro in più a famiglia

di Marco Pagli
Una stangata sotto l’albero 130 euro in più a famiglia

Ecco la mappa dei rincari: dalla luce, al gas ai rifiuti, al bollo auto fino all’Irpef Le tariffe dell’acqua non sono ancora decise ma è previsto un aumento del 5%

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EMPOLI. Stangata, salasso, batosta. Chiamatela pure come volete, scampare agli aumenti da record previsto per l’inizio del nuovo anno sarà impossibile. I rincari, infatti, riguardano quasi tutto: acqua, luce, gas, rifiuti, bollo auto, addizionale Irpef. Facendo un stima media, ogni famiglia dovrà sborsare come minimo 120-130 euro in più rispetto al 2012. Non certo un bel modo per inaugurare l’anno nuovo e per chiudere quello che secondo molti è stato il peggiore per l’incidenza della crisi economica sui conti delle famiglie. E non c’è da stupirsi se qualcuno ha tirato la cinghia sui regali di Natale per avvantaggiarsi. Ormai solo per le bollette delle utenze domestiche si arrivano a versare oltre 2mila euro all’anno. Ma vediamo la mappa dei rincari.

Irpef. L’aumento preventivato riguarda l’addizionale regionale, che la giunta toscana ha stabilito tra lo 0,20% e lo 0,50%. Dal primo gennaio prossimo, infatti, le trattenute in busta paga lieviteranno dall’ 1,23% all’1,43% per chi percepisce meno di 28mila euro, fino all’1,73% per chi supera questa soglia (finora tale aliquota, la massima, era applicata ai redditi sopra i 75mila euro). In sostanza facendo qualche esempio, per un reddito di 15mila euro ci sarà un aumento di imposta di 30 euro, per uno di 25mila euro il balzo sarà di 50 euro, per uno di 35mila euro addirittura superiore a 150 euro. Sono comunque previste delle detrazioni fino a 50 euro per ogni figlio, 100 euro in più dal quarto e 220 euro per un figlio disabile.

Bollo auto. La Regione, inoltre, è intervenuta sul costo del bollo auto, incrementandolo in maniera progressiva a seconda della cilindrata. Si pagherà il 5% in più per i primi 100 kw di potenza, mentre il 10% oltre. Si tratta di circa 6 euro per una utilitaria, 9 in più per un’auto di media cilindrata 1.4-1.5, 22 euro in più per una grossa cilindrata, fino a superare i 100 euro per una di lusso. Oltre a questo, c’è da aggiungere un aumento del 10% sul bollo degli scooter. Per quanto riguarda il trasporto privato, va anche aggiunto il rincaro dal 25% al 30% dell’Ipt (Imposta provinciale di trasferimento), che va versata ad ogni immatricolazione di un nuovo veicolo.

Luce. Per questa voce il rincaro è già arrivato per la prima volta nella bolletta di ottobre. Il “regalino” in anticipo sul Natale ammonta in media a 7,5 euro, come riferisce l’Autorità per l’energia, cioè l’1,4% in più.

Gas. Anche in questo caso, l’aumento è già partito e ha significato 14 euro medi in più da pagare per ogni famiglia. In percentuale la crescita è stata dell’1,1%. In entrambi i casi a pesare sulla decisione dell’Authority sono stati i rialzi delle quotazioni petrolifere che in meno di tre mesi sono saliti di oltre il venti per cento.

Acqua. Ancora non sono state ufficializzate le nuove tariffe per l’anno 2013. Tuttavia, come accade ormai da anni ci sarà da attendersi un incremento sulla bolletta intorno al 5%. Oltre all’adeguamento al tasso di inflazione, che anche per il prossimo anno è stato programmato all’1,5%, c’è da aggiungere un probabile 4% per coprire gli investimenti fatti sulla rete idrica. Considerando quindi un bolletta media di 270 euro, da gennaio prossimo si dovrebbe arrivare a circa 284 euro, con una crescita di 14 euro a famiglia.

Rifiuti. A pesare in maniera determinante, oltre al sistema porta a porta che ha già fatto lievitare i costi in bolletta, sarà il passaggio dalla Tia (Tariffa di igiene ambientale) alla Tares (tassa sui rifiuti e sui servizi). La nuova denominazione, infatti, porta con sé alcune novità che non promettono niente di buono per le tasche dei contribuenti. Innanzitutto per le aziende non sarà più possibile scaricare il 10% di Iva. Inoltre ci sarà un rincaro che ammonterà al minimo a 30 euro, ma che salirà in funzione soprattutto della grandezza dell’abitazione. Da una parte il decreto che ha introdotto la Tares prevede che i Comuni possano far pagare da un minimo di 30 ad un massimo di 40 centesimi in più per ogni metro quadrato. Questo significa che per una casa di 80 m/q si va da un minimo di 24 euro in più ad un massimo di 32 euro. Inoltre, il calcolo della superficie imponibile non sarà più fatto sulla base di quella calpestabile, ma sull’80% di quella catastale: saranno conteggiati quindi anche pareti, balconi o porticati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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