Il Tirreno

Empoli

Scatta il sequestro di un reparto dell’Opg

I sigilli dei carabinieri del Nas per carenze strutturali e sanitarie. La direttrice Tuoni finisce sotto inchiesta

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MONTELUPO. Pochi minuti dopo la visita del cardinale Betori è scattato il sequestro di un reparto dell’Opg di Montelupo. Gli uomini del Nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri hanno interrotto bruscamente il clima di festa che aveva accompagnato il prelato, mettendo i sigilli al reparto “Pesa”, quello dei soggetti “più difficili”, al piano terra della struttura dell’Ambrogiana, per decisione della commissione parlamentare di inchiesta sul servizio sanitario nazionale presieduta da Ignazio Marino. Motivo: carenze strutturali e sanitarie. I quindici internati (su 107 totali, di cui 39 toscani) non possono vivere in quelle condizioni, in un’ambiente fatiscente, tra infiltrazioni d’acqua e bagni senza porta. Ma non solo: nella relazione notificata ai vertici della struttura si ipotizza il reato di abbandono di incapaci, con la direttrice dell’istituto che di conseguenza è indagata insieme ad altri. Ora i vertici hanno sette giorni di tempo per trovare un’altra sistemazione ai dieci internati, in uno degli altri due piani dell’ospedale psichiatrico di Montelupo o in un’altra struttura. Decideranno oggi come fare. Ma non è escluso che, visto il periodo natalizio che porta inevitabilmente problemi logistici legati anche alle ferie del personale, venga chiesta una proroga.

Provvedimenti di sequestro sono stati presi dalla commissione anche per l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, con 205 internati (l’ospedale deve essere chiuso entro trenta giorni) e alcuni container con decine di giovani pazienti a L'Aquila. Tutto questo mentre c’è una legge già approvata e finanziata dal Parlamento che prevede la chiusura delle strutture esistenti (sei in tutta Italia) e la loro sostituzione con delle piccole strutture regionali entro il 31 marzo 2013, anche se non è esclusa una proroga.

Appena una settimana fa, secondo la direttrice Antonella Tuoni, «l’Asl e i carabinieri del Nas avevano fatto un sopralluogo e non avevano mosso alcun rilievo, denotando semmai un miglioramento degli ambienti, dove sono in corso degli interventi di manutenzione, e delle condizioni psicofisico degli internati». Ma i membri della commissione d’inchiesta non la pensano allo stesso modo. E dopo la visita dell’altro ieri a Montelupo, hanno dato il via libera al sequestro: «Sapevamo che il reparto Pesa aveva bisogno di interventi e li avremmo fatti a breve. Questo provvedimento ci ha presi in contropiede. Non sarà facile organizzare il trasferimento a ridosso del Natale». Nella relazione della commissione, trasmessa alla Procura, si ipotizza il reato di abbandono di incapaci: «Questo ci amareggia e ci offende. Il personale e la direzione dell'istituto lavorano con il massimo dell'impegno e della disponibilità, ma servono dotazioni e risorse che nessuno ci mette a disposizione». Ma la commissione – che già in passato aveva preso provvedimenti simili – è stata inflessibile: «Si tratta di provvedimenti gravosi - ha spiegato Marino - ma nonostante i miglioramenti notati il diritto alla salute non è assolutamente garantito: le condizioni dei detenuti sono ancora disumane».

Francesco Turchi

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