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Pd: sì alla condanna per chi discrimina le donne incinte

EMPOLI. La Conferenza delle Donne Pd della Federazione Empolese Valdelsa accoglie con soddisfazione la notizia delle sentenze dei due gradi di giudizio che condannano il Comune di Carmignano per...

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EMPOLI. La Conferenza delle Donne Pd della Federazione Empolese Valdelsa accoglie con soddisfazione la notizia delle sentenze dei due gradi di giudizio che condannano il Comune di Carmignano per discriminazione di genere per non aver assunto una donna perché in stato interessante. «Quanto è accaduto è grave - afferma Tania Cintelli, portavoce conferenza delle Donne Pd della Federazione Empolese Valdelsa - ma ancor più grave è che la discriminazione proviene da un ente pubblico, il quale dovrebbe essere da esempio di buone prassi e di azioni positive per la comunità. Purtroppo ancora oggi la discriminazione legata alla gravidanza e alla maternità è ancora diffusa. L'accesso delle donne a determinati posti di lavoro può essere limitato a causa della loro funzione riproduttiva».

Con la crisi economica, sottolinea la portavoce della conferenza delle Donne Pd, si sta assistendo a un aumento della discriminazione nei confronti delle donne per motivi legati alla maternità. Nello specifico, si registrano casi di: licenziamento dovuto alla gravidanza o all'allattamento, mancata concessione delle pause di allattamento e delle prestazioni pre e post-parto, rifiuto della promozione o del reintegro della lavoratrice nella posizione occupata prima del congedo di maternità.

«Le conseguenze di questa realtà lavorativa - prosegue Cintelli - si scontano nella vita personale e familiare. C'è un forte ritardo nel mettere al mondo dei figli dovuto proprio alla mancanza di sicurezza economica e professionale. Quando poi le donne decidono di avere dei figli, allora la loro situazione lavorativa si aggrava ulteriormente. Una donna su cinque è costretta a uscire dal mercato del lavoro già alla prima gravidanza. Questo perché la discriminazione di genere ha una sua specificità e che spesso si combina con altre forme di discriminazione: razza, religione, disabilità, età.Noi, come Donne Pd - conclude Cintelli- auspichiamo che certi atteggiamenti siano sempre più estranei alle nostre istituzioni; i soggetti pubblici, essendo fortemente vincolati al rispetto dei diritti fondamentali, dovrebbero essere considerati più responsabili quando sono loro ad infliggere un danno, violando tali diritti».

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