Attenzione
Niente bus, a piedi 1.500 bimbi
Oggi lo sciopero di otto ore dei dipendenti Falaschi che non riscuotono lo stipendio da sei mesi
EMPOLI. Da sei mesi non vedono un euro. Per senso di responsabilità continuano a lavorare. Ma le feste si avvicinano anche per gli autisti della Falaschi, azienda con sede a Pontedera che gestisce il servizio scuolabus anche nei Comuni di Montelupo, Capraia e Limite, Vinci e Cerreto Guidi. E non sanno come spiegare ai loro figli che Babbo Natale non potrà lasciare regali sotto l’albero. Così come non è facile dare giustificazioni a una banca che vuole incassare la rata del mutuo o al proprietario della casa che pretende che pretende l’affitto. E allora hanno deciso di provare a lanciare un segnale, che assomiglia molto a un grido d’aiuto. La Filt Cgil ha indetto uno sciopero di otto ore, dalle 11 alle 19 di oggi, dei 35 lavoratori degli scuolabus che hanno la base operativa tra Bassa di Cerreto Guidi e la zona del Chianti. Di conseguenza circa 1.500 bambini e ragazzi delle scuole materne, elementari e medie dei quattro Comuni del circondario (oltre che di Tavarnelle e Barberino Val d’Elsa), resteranno a piedi.
Sarà garantito il viaggio di andata. Ma all’uscita da scuola non troveranno i pulmini gialli ad attenderli. Con tutti i disagi che ne conseguono per le famiglie. «Purtroppo – spiega il coordinatore della Cgil dell’Empolese Valdelsa, Sergio Luschi – questa situazione non è più tollerabile. Ci appelliamo ai cittadini affinché manifestino una forte solidarietà ai lavoratori in lotta». L’azienda pontederese è in crisi da tempo. Ha anche presentato la richiesta di concordato in continuità d'attività, «che – spiega Alessio Ammannati della Cgil – dal tribunale di Pisa è stato passato a quello di Roma». Proprio nella Capitale, la Falaschi vanterebbe crediti per tre milioni di euro. Ma intanto i lavoratori devono riscuotere le mensilità di agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre, una parte di luglio, la tredicesima e i rimborsi fiscali: «Ogni autista – sintetizza Luschi – deve avere in media circa 6-7mila euro. Purtroppo l’azienda non ha rispettato i patti». Il riferimento è all’accordo sottoscritto il 25 ottobre scorso in Provincia: «Falaschi avrebbe dovuto pagare il pregresso fino a settembre. Poi i Comuni avrebbero versato direttamente ai lavoratori le mensilità di ottobre, novembre e dicembre. Ma l’azienda non ha fatto quanto promesso e l’operazione è saltata». E intanto gli autisti si devono accontentare degli attestati di solidarietà da tutto il circondario. Con i quali però non si mangia: «Siamo stanchi – racconta Vittorio Rizzello – finora siamo andati avanti consapevoli dell’importanza del servizio. Ma non ce la facciamo più. Non riscuotiamo e siamo costretti a lavorare su mezzi non idonei». Lo strappo è vicino. Oggi lo sciopero: «Ma se non cambia niente – aggiunge Luschi – ne faremo a breve un altro, stavolta di 24 ore. E poi, se necessario, bloccheremo il servizio». Un’ipotesi che si tenterà di scongiurare a partire da stamani: c’è un incontro alla Cgil coi sindaci dei quattro comuni: «Anche i Comuni devono assumersi le loro responsabilità. Occorrono soluzioni sul piano economico e su quello occupazionale». L’appalto finirà a giugno. Ma la parola fine potrebbe arrivare prima: «Dobbiamo fare in modo che chiunque si aggiudichi il servizio, garantisca un posto a questi autisti che da mesi lavorano gratis».
Francesco Turchi
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