Finanza
La scuola bio dimezza i consumi
A Empoli il primo edificio da 5,8 milioni di euro con materiali, tecniche e impianti ecosostenibili
EMPOLI. È costato oltre un milione in più rispetto a una struttura tradizionale. Ma permetterà di dimezzare i costi di gestione, a cominciare da riscaldamento ed energia elettrica. Non solo: il nuovo edificio dell’istituto superiore Ferraris-Brunelleschi di Empoli garantirà anche un miglior standard qualitativo e di vivibilità dell’immobile. Con un unico colpo di forbice, gli studenti Martina Catania ed Elia Billeri, hanno dato un taglio al nastro e a una vicenda lunga dieci anni, consegnando alla città il fiore all’occhiello dell’edilizia scolastica provinciale, la prima scuola superiore costruita con materiali biocompatibili, massima attenzione ai criteri dell'abitabilità e della sostenibilità ambientale. Qualità che cancellano l’attesa: il progetto preliminare è del 2002 e l’inaugurazione era stata annunciata per l’anno scolastico 2010/2011. Poi, finalmente, tre mesi fa i primi ragazzi dell’Iti hanno preso “possesso” della struttura, dove si è iniziato a fare lezione. Il taglio del nastro era invece stato rimandato, perché il ministro Profumo sembrava deciso a intervenire e quindi si attendeva l’indicazione di una data in cui era disponibile. Che poi però tardava ad arrivare e allora la Provincia è andata avanti per la sua strada. Assenti ieri anche l’assessore regionale Stella Targetti e Angela Palamone, direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, sostituita da Laura Scoppetta. Una festa con qualche forfait e... tanto rock, con la band formata da alcuni ragazzi della scuola. Il primo lotto – che nel progetto iniziale avrebbe dovuto ospitare soltanto laboratori – è costato 5,8 milioni di euro. Per gli altri due non ci sono tempi certi: per arrivare al completamento (50 spazi complessivi, ma anche bar, palestra e auditorium) bisogna trovare quindici milioni di euro. Quindi, almeno per ora, meglio godersi questo gioiello di bioarchitettura del volume di circa 5.500 metri quadrati, con sedici aule che in futuro saranno trasformate in laboratori.
«Abbiamo centrato un doppio risultato – sottolinea il presidente della Provincia, Andrea Barducci – non solo siamo riusciti a costruire nuove aule nonostante i tagli a cui ci sottopone il governo, ma la soddisfazione è maggiore perché abbiamo realizzato un edificio ecosostenibile e biosostenibile». A fare gli onori di casa c’era la dirigente scolastica Daniela Mancini: «Questo edificio all’avanguardia – ha detto – deve essere uno stimolo per migliorare la didattica. E stiamo lavorando in questa direzione: dal prossimo anno attiveremo al Brunelleschi il corso di specializzazione in Tecnologie del legno nelle costruzioni. E sostituiremo i libri con iPad e lavagne elettroniche». Tutto questo con la convinzione, come ha aggiunto il sindaco Luciana Cappelli «che la qualità è il cardine principale della conoscenza».
Il nuovo plesso del Ferraris-Brunelleschi è stato realizzato sotto la spinta dei vari assessori dell’amministrazione provinciale che negli anni si sono succeduti alla guida dell’assessorato all’edilizia scolastica (Alberto Di Cintio, Marzia Monciatti, Stefano Giorgetti e Giovanni Di Fede), grazie a un rapporto di collaborazione tra il gruppo di progettazione della Provincia e l'Istituto nazionale di Bioarchitettura, presieduto da Ugo Sasso, recentemente scomparso: «Questo giorno – ha sottolineato Di Fede – è figlio del lavoro di squadra, di una struttura tecnica che ha dato il massimo e di un’impresa che ha lavorato tra mille difficoltà. Questo è un tassello importante, ma vogliamo andare oltre: la Provincia c’è. Ogni giorno ci sforziamo per garantire interventi di manutenzione rapida e per dare risposte a una popolazione scolastica delle superiori che ha raggiunto le ottomila unità».
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