Italia
Un ponte a quattro corsie per 30mila mezzi al giorno
Sindaci e Provincia: «Siamo riusciti a realizzare un’opera da 8 milioni di euro in mille giorni perché 11 Comuni si sono mossi come un soggetto unico»
EMPOLI. Non è “solo” un ponte. «È il tassello che mancava al decollo della città delle due rive». «Un fiore all’occhiello per il circondario». «L’emblema che la sinergia tra enti locali dà grandi risultati». Gli amministratori si godono il successo, confortati dai numeri: in tre anni e mezzo è stato realizzato un ponte di 110 metri (una campata centrale di 50 metri e due laterali di 30 metri ciascuna). Due corsie, marciapiede e pista ciclabile per ogni senso di marcia. Otto milioni di euro (5,3 della Provincia, 1,7 del Comune di Empoli e 750mila euro di quello di Vinci). Poco più di mille giorni per dimostrare che i tempi possono essere rispettati e che, per dirla con il presidente della Provincia, Andrea Barducci «all’interno degli enti locali ci sono professionalità di altissimo livello, troppo spesso sottovalutate».
La realizzazione del nuovo ponte sull’Arno che unisce i centri abitati di Empoli e Spicchio-Sovigliana, rende ancora più solido il legame tra le due città, “frenato” a lungo da un ponte – costruito sessant’anni fa – inadeguato ai tempi e ai trentamila veicoli che ogni giorno transitano da una sponda all’altra. Ciò che fa gonfiare il petto agli amministratori, sono i tempi. Inizio cantiere a giugno 2009. Ieri l’inaugurazione. Ora ci vorranno un paio di mesi per realizzare le rotatorie ai due lati. E poi l’opera – costruita rispettando le ultime normative anti-sismiche, sarà completa. «Anche se – ha commentato il segretario Pd dell’Empolese Valdelsa, Brenda Barnini – ora l’area di piazza Guido Guerra e del palazzo delle Esposizioni necessita ancora di più di una grande trasformazione che la qualifichi come porta d’accesso principale al centro storico della città sulle due rive». Che ha anche trovato il modo di trasformare le infrastrutture in «in un omaggio alla Costituzione e ai padri della Repubblica», come ha sottolineato il sindaco di Vinci, Dario Parrini: il nuovo ponte, intitolato a De Gasperi, sfocia su viale Togliatti, dal quale si accede all’altro ponte, dedicato a Calamandrei.
Ma al di là dei simboli, il nuovo ponte è un salto in avanti per il territorio, «un impegno – ha sottolineato la vicepresidente della Provincia, Laura Cantini – che abbiamo rispettato, cercando di recare meno disagi possibili alla circolazione. Se oggi tagliamo il nastro è perché questo territorio si è mosso come un unico Comune e tutti gli undici municipi hanno indicato il nuovo ponte come prioritario per il circondario. Abbiamo iniziato realizzando il primo ponte a monte della vecchia struttura, aperto al traffico nel 2011; quindi è seguita la demolizione del ponte esistente che ha permesso l'avvio della realizzazione del secondo ponte». Otto milioni ai tempi della crisi, dei vincoli imposti dal patto di stabilità, delle Province a un passo dall’addio, non sono pochi: «Ma se si centralizza e si svuotano gli enti locali – taglia corto Barducci – questi interventi non si faranno più».
«È una scommessa – spiega Luciana Cappelli, sindaco di Empoli – che andava fatta per rendere Empoli più vicina a Vinci: facilita lo scambio e la relazione fra due comunità che si sentono parte di una stessa identità. Ma con questo ponte Empoli è più vicina anche a tutti gli altri territori al di là dell’Arno: è il ponte del circondario». E Parrini rilancia: «Ci muoveremo allo stesso modo per altre opere strategiche. In cima alla lista ci sono il nuovo ponte tra Capraia e Limite e Montelupo, per il quale occorrono 12-13 milioni di euro, la variante alla sr 436 tra Fucecchio e Cerreto, oltre alla 429 bis (nell'agosto 2013 aprirà il tratto Empoli-Castelfiorentino, domani toccherà alla Poggibonsi-Certaldo e sta per essere approvato il progetto definitivo per la Castelfiorentino-Certaldo, ndr)». Ma si tratta di imprese ardue: «Il nuovo ponte – spiega Cantini – è bloccato dal Patto di stabilità. C’è un progetto preliminare, ma non possiamo andare oltre se prima non viene sbloccato il Patto». E la variante alla 436? «La Regione sta realizzando il progetto di fattibilità. L’obiettivo è farsi finanziare il primo lotto, da un milione di euro, che prevede un intervento sul tracciato attuale. Per il nuovo tracciato si vedrà». Ma intanto c’è il nuovo ponte «figlio – ha sottolineato il responsabile unico del procedimento, ingegnere Maria Teresa Carosella che ha illustrato gli aspetti tecnici dell’opera insieme al direttore dei lavori Alessio Gensini – di professionisti interni, il cui valore spesso, non viene apprezzato abbastanza dall’esterno».
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