Sicurezza
Tutti i segreti di Empoli
Un viaggio nella storia della città attraverso fatti e immagini
EMPOLI. Un libro dedicato a Empoli, un racconto della città che si snoda attraverso secoli di storia. Si intitola "Empoli: i luoghi e i tesori della storia", edito da Editori dell'Acero con testi di Alessandro Naldi, Paolo Pianigiani, Leonardo Giovanni Terreni e arricchito dalla campagna fotografica di Alena Fialova.
È stato presentato al teatro Il Momento di Empoli, con relatori l'architetto Carlo Pagliai e Giuseppina Carla Romby dell’Università di Firenze.
Una raccolta di fatti e immagini che ripercorrono una storia secolare della nostra città, per la maggior parte inedite e scattate appositamente per l'edizione da Alena Fialova, fotografa boema che ha colto con i suoi scatti anche gli aspetti meno noti ma bellissimi dei monumenti empolesi e delle opere d'arte. «Non è un testo per specialisti - spiegano gli autori - non presenta note o approfondimenti storici troppo profondi. È un libro per tutti, dove la storia di Empoli è raccontata attraverso fatti ed episodi che stanno all'origine dello svolgersi della nostra storia».
Storia e storie di paese, ma con lo sfondo popolato da avvenimenti che hanno valenze e vigore di assoluto rilievo. Ed ecco le origini, giocate fra influenze e interessi quasi mai coincidenti, fra il potere religioso e quello secolare, come l'influenza continua della città di Firenze, che spesso controllava e dirigeva le scelte degli abitanti del castello di Empoli.
«È una pubblicazione nata con l'intento di coprire un vuoto avvertito - commentano gli autori - volendo costituire un compendio di alta divulgazione su quelle che sono le testimonianze - urbanistiche, architettoniche, artistiche - in relazione al contesto storico, antropologico, religioso, civile, militare con il quale sono in rapporto. L'impresa non è stata semplice, si è dovuto estrapolare quei soggetti che si ritenevamo più significativi, mettendo in secondo piano o escludendone altri che comunque hanno quasi altrettanta valenza storica. La struttura dell'opera e la rigorosità dei testi permette di fissare dei punti fermi che auspichiamo possano essere assimilati da tutti coloro che sentono il bisogno di approfondire e meditare sulla sostanza delle nostre radici e dare forma a un'identità che sempre più, in questo presente di piatta omologazione, tende a sfumare».
Il testo presenta immagini uniche. La fotografa Alena Fialova, per esempio, ci racconta di come abbia scovato un'immagine, confinata e quasi invisibile, sul fondo di un Sant'Andrea di Raffaello Botticini (custodito nel Museo della Collegiata), che ci presenta una Empoli del primo Cinquecento, con la piccola chiesa della Madonna del Pozzo appena costruita sulle ceneri della Trattoria della Cervia.
Si vede la Porta Fiorentina, quella che si trovava nell'attuale piazza della Vittoria, e che si apriva sulla strada che conduceva a Firenze. Altre fotografie, che completano il libro, sono dell'Archivio Editori dell'Acero, di Lorenzo Ancillotti, di Aldo Favini e di Gianluca Naldi. Nel libro ci sono importanti novità da rendere pubbliche: per esempio i segreti della Collezione Mantellassi, illustrata e documentata come mai prima. O le architetture e gli interni delle nostre principali chiese, prese nella loro dignità e nel loro splendore. Gli edifici pubblici, le vie, le piazze. Finalmente si dà la certezza del nome e cognome ai due autori dei quattro leoni della fontana della piazza, uno dei quali conserva ancora la firma dello scultore: Luigi Giovannozzi.
Non l'aveva mai notata nessuno in tanti anni che sta lì, sotto gli occhi, distratti, di tutti. Il testo è tradotto anche in lingua inglese, a cura di Alessandra Colella, si trova in distribuzione alla libreria Rinascita, San Paolo, cartolibreria Fossi e Duilio a Empoli.
Il volume, di centonovantadue pagine, contiene 186 fotografie quasi tutte inedite, ed è disponibile al prezzo in promozione, valido fino al 31 di dicembre, di 35 euro, contro il prezzo di listino che è di 45 euro. La Banca di credito cooperativo di Cambiano ha dato un importante contributo alla realizzazione dell’opera.
Filippo Cioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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