Sicurezza
Parrini: sono pronto a candidarmi per le primarie
Intervista alla vigilia della direzione del Pd: se le regole lo impediranno, resterò sindaco con l’impegno di sempre
EMPOLI. Sono ore decisive per il Pd. Domani la direzione nazionale del partito dovrà decidere quali regole adottare per le primarie - in programma sabato 29 e domenica 30 dicembre - attraverso le quali saranno scelti i candidati da collocare nella fascia alta dei listini regionali, ovvero quelli che potranno essere eletti e diventare parlamentari. Uno dei punti cruciali riguarda la possibilità di candidarsi da parte di sindaci, presidenti di Provincia e consiglieri regionali. Secondo l'impostazione anticipata dai vertici nazionali del Pd - che domani dovrà essere approvata o modificata - gli amministratori eletti dai cittadini non potrebbero candidarsi, a meno di deroghe specifiche. È evidente che senza sindaci, presidenti di Provincia e consiglieri regionali, la partita favorirebbe i parlamentari in carica e i dirigenti del partito. Nel circondario, in particolare, questa regola finirebbe per escludere dalle primarie più di un possibile protagonista. Di sindaci indicati come probabili concorrenti ce ne sono almeno tre: Andrea Campinoti di Certaldo, bersaniano, Federico Campatelli di Gambassi, anche lui bersaniano, e soprattutto Dario Parrini di Vinci, renziano della prima ora e per questo tra i più accreditati in un collegio, come quello dell'Empolese Valdelsa, dove il Rottamatore ha fatto il pieno di voti. Lui, Parrini, proprio alla vigilia della direzione nazionale, annuncia così la sua disponibilità a candidarsi.
Parrini siamo a pochi giorni dalla formalizzazione delle candidature e il suo nome è quello che circola da più tempo e con più insistenza. Cosa ha intenzione di fare?
«Se le regole non me lo vieteranno, alle primarie parlamentari del Pd Empolese Valdelsa ci sarò anch'io. Penso che gli amministratori locali, acominciare da quelli della generazione più giovane alla quale appartengo,debbano dare il loro contributo affinché la politica si rinnovi e diventipiù credibile e concreta».
Il regolamento che il partito pare intenzionato ad adottare esclude però le candidature di sindaci, presidenti di Provincia e consiglieri regionali. Lei così rischia di rimanere fuori gioco.
«In questi quasi nove anni da primo cittadino di Vinci ho imparato che fareil sindaco ti permette come poche altre cose di essere vicino alle persone edi conoscere a fondo e direttamente i problemi dei cittadini, deilavoratori, delle imprese. Credo sia interesse del Partito democratico valorizzare al massimo, anche per incarichi politici non locali, lo straordinariopatrimonio di conoscenza e di esperienza presente nel governo deiterritori».
Senza i sindaci non c'è il pericolo che le primarie finiscano per perdere protagonisti che potrebbero renderle più interessanti per gli elettori?
«Il Partito democratico dell'Empolese Valdelsa è nelle condizioni di prepararsi alle primarie con serenità: può infatti vantare molte personalità rappresentative, capaci, indipendentemente da come si sono schierate nelle recenti primarie del centrosinistra, di interpretare in maniera responsabile e unitaria le esigenze dell'area e del Pd in armonia con l'interesse generale del Paese».
Lei comunque questa partita vorrebbe giocarla.
«Mi sembra giusto affrontare a viso aperto la sfida delle primarie perché penso che questa scelta sia non un fatto personale, ma un modo di andare incontro alle aspettative di tanti militanti e comuni cittadini che in questi giorni mi hanno espresso con calore la loro stima invitandomi a fare un passo avanti».
Ma se le regole che verranno approvate domani dalla direzione nazionale le impedissero di candidarsi?
«Se saranno tali da rendere impossibile la mia candidatura, continuerò afare il sindaco con lo stesso impegno e la stessa dedizione con cui l'hofatto fin qui, e con la certezza che il Pd dell'Empolese Valdelsa saràcomunque rappresentato in Parlamento da dirigenti pienamente all'altezzadella situazione».
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