La protesta
Trecento euro a famiglia per i regali di Natale
Ma sono sempre di più (1 su 10) coloro che doneranno soldi anziché oggetti Intanto il circondario va a due velocità: la Valdelsa tiene, l’Empolese crolla
EMPOLI. Babbo Natale è un po’ più povero: anche lui deve fare i conti con la spending review. Le famiglie sborseranno circa trecento euro per i regali. I doni sotto l’albero diminuiscono sia come numero, sia come valore (risparmio medio dell’11%). E sono sempre di più (quasi 1 su 10), coloro che preferiscono regalare soldi piuttosto che oggetti. È la foto dello shopping natalizio nel circondario scattata da Confesercenti dell’Empolese Valdelsa, dove questo mese si spenderanno 80 milioni di euro tra shopping, regali, cenoni e viaggi, poco più di 1.167 euro a famiglia (sono oltre 68mila nel circondario) con un calo del 3%, che equivale a 2,4 milioni in meno rispetto al 2011.
Meno soldi. «Di fatto – sentenzia il coordinatore di Confesercenti, Lapo Cantini – lo shopping natalizio non è partito. Per vari motivi: famiglie e imprese devono pagare l’Imu, i saldi (che scatteranno il 5 gennaio 2013, ndr) sono troppo ravvicinati alle festività. E poi c’è da fare i conti con tutti quei lavoratori che non percepiranno la tredicesima: sono almeno il 6-7% in più rispetto a un anno fa». Le tredicesime nel circondario sono un “tesoretto” da 90 milioni di euro: «Ma una parte consistente, oltre 22 milioni, andrà a rimpinguare i risparmi erosi dalla crisi. Altri 24 milioni verranno utilizzati per pagare mutui e debiti e 26 milioni saranno impiegati per far fronte alle necessità di casa e famiglia».
Effetto Natale. A rimetterci saranno parenti e amici. Infatti il numero di beneficiari resta più o meno immutato (6-7 per ciascun consumatore), ma per tutti coloro che sono fuori dalla cerchia più ristretta, si cercherà di risparmiare in media il 15%. Il 15% limiterà le spese per sé, mentre soltanto l’8% (lo scorso anno era il 10%) risparmierà sul dono del partner; in 5 su 100 dovranno tirare la cinghia anche sui regali per i bambini.
Meglio i soldi. In tempi di crisi, il valore della banconota è ancora più apprezzato rispetto all’oggettistica. Sia da parte di chi fa un regalo, sia per colui che lo riceve. E infatti aumenteranno del 3% (passando dal 6% al 9%) coloro che regaleranno soldi. Cresce invece di un punto percentuale, raggiungendo il 5% la quota di coloro che non faranno doni.
Cosa scegliere. Sotto gli alberi di Natale si troveranno soprattutto viaggi e libri, ma anche prodotti alimentari e vino diqualità. Stabili profumi, cosmetici ed elettrodomestici, in calo invece giocattoli, gioielli, arredamento, abbigliamento (fatta eccezione per gli accessori). Ma soprattutto si regaleranno prodotti hi-tech: tablet, smartphone, accessori per pc.
Il quadro. Tutto in linea con i dati (al 30 settembre) presentati da Sauro Spignoli dell’Osservatorio di Confesercenti, che ha analizzato un campione di 225 imprese. Il dato relativo al fatturato è negativo: -3,7%, frutto tra gli altri del -2,03% degli alimentaristi, -2,65% di bar e ristoranti, -7,63% di moda e -4,27% degli altri beni. In provincia soltanto il Mugello (-6,17%) ha fatto peggio. Il territorio va a due velocità: la Valdelsa (-1,73% grazie alla tenuta di bar, ristoranti e alimentari) e l’Empolese (-6,71% dove spiccano il -8,38% di bar e ristoranti e il -9,25% della moda). I motivi? L’Empolese risente della crisi del manufatturiero prima e delle costruzioni dopo. Inoltre c’è l’incapacità di attrarre domanda dall’esterno, mentre la rete di infrastrutture (Fi-Pi-Li in testa) rendono agevoli gli spostamenti verso gli outlet; e poi c’è la forte presenza della grande distribuzione. Per gli stessi motivi la Valdelsa tiene: c’è più fidelizzazione. Residenti, ma anche turisti, si spostano meno per gli acquisti.
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