Sale la protesta di Monterappoli domani presidio contro le Poste
All’incontro alla casa del popolo con il vicesindaco Pasquinucci e il consigliere regionale Bugli coro di no alla chiusura dello sportello. «Ritireremo i nostri soldi dai libretti, così l’azienda capirà»
MONTERAPPOLI. Monterappoli non ci sta e alla chiusura dell’ufficio postale proprio non si rassegna. L’assemblea, indetta alla casa del popolo dalla sezione del Partito Democratico mercoledì sera, ha visto la partecipazione di gran parte del paese, tra cui le molte associazioni paesane. All’incontro, organizzato con l’intento di spiegare la delicata situazione e di tentare di opporsi alla decisione unilaterale presa da Poste Italiane erano presenti il vicesindaco Carlo Pasquinucci in rappresentanza dell’amministrazione comunale, Marta Bergamini del Pd locale e Vittorio Bugli, capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale.
Gli interventi durante l’assemblea sono stati molti e non sono mancati momenti di animosità tra i presenti. «Crediamo che l’amministrazione comunale – ha detto Dusca Bartoli – abbia un po’ sottovalutato il problema e che gli approcci con Poste Italiane siano stati un po’ ingenui. Credo comunque che si possa essere ancora in tempo a trovare una soluzione, chiedendo prima di tutto la sospensione del provvedimento di chiusura».
Il giorno di cessazione del servizio stabilito dall’azienda è infatti imminente dal momento che è fissato per martedì prossimo. «La prima cosa da fare – è intervenuto Alessandro Pampaloni – è ritirare tutti i nostri libretti postali, in modo da far capire all’azienda che questa soluzione non conviene nemmeno a loro». «Quella di portare via i nostri soldi – ha detto Alessandro Salvadori – mi sembra un’ottima idea e una delle prime cose da fare».
Altra ipotesi emersa dall’assemblea è stata quella di proporre a Poste Italiane un accordo per mantenere aperto per metà settimana l’ufficio di Fontanella (che si è salvato, pochi giorni fa, dalla chiusura) e per l’altra metà quello di Monterappoli. «Il nostro paese – continua Alvaro Palatresi – ha già dovuto affrontare un’altra situazione simile per l’installazione dell’antenna e anche in quel caso la accettammo, dopo aver avuto rassicurazioni sulla nostra salute. Questa volta però non abbiamo intenzione di arrenderci. L’amministrazione comunale dovrebbe secondo noi spiegarci perché il sindaco di Fucecchio e quello di Pontedera, almeno secondo la stampa, siano riusciti a salvare i propri uffici, mentre qui a Empoli sembra che sia stato fatto ben poco. O almeno questa è l’impressione che si è avuto». «Anche a me – è intervenuto un altro cittadino, Alessandro Pannocchi – è parso strano che si sia arrivati a questo punto, senza chiedere nemmeno una contropartita».
L’amministrazione si è difesa dagli attacchi, sostenendo le sue ragioni continuando a muoversi per la ricerca di una soluzione al problema. «Venerdì (oggi, per chi legge) – ha spiegato il vicesindaco Pasquinucci - ci sarà un incontro con un dirigente dell’azienda a cui chiederemo in tutti i modi di fermarsi. Mi preme però sottolineare che la trattative con Poste Italiane è stata avviata appena abbiamo saputo che poteva esserci questa ipotesi di chiusura. Il progetto dell’azienda, infatti, era così chiaro che non ci ha permesso di muoversi in altro modo. L’amministrazione comunale non poteva fare più di quanto ha fatto. Non è però ancora detta l’ultima parola».
Al termine dell’assemblea, in ogni caso, Monterappoli sembra aver deciso di mettere da parte tutte le polemiche e di proseguire nelle iniziative contro la chiusura in maniera unitaria. Per sabato mattina, dalle 10, è stato infatti indetto un presidio davanti all’ufficio postale. Alla manifestazione prenderanno parte sia i residenti della frazione, che degli altri paesi circostanti che utilizzano quotidianamente i servizi dell’ufficio postale di Monterappoli.
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