Il Tirreno

Empoli

«Così vogliono smantellare il nostro paese»

«Così vogliono smantellare il nostro paese»

Gli abitanti fanno quadrato: siamo vittime di una decisione ingiusta presa in maniera unilaterale

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EMPOLI. Contro la chiusura dell’ufficio postale annunciata per martedì, il paese di Monterappoli prende posizione compatto. Ieri ha diffuso un comunicato per annunciare il presidio di domani mattina e ribadire le ragioni del no alla decisione di Poste Italiane,

«Questa decisione, che è stata presa in maniera unilaterale da parte di Poste e che noi riteniamo profondamente ingiusta, ci è piovuta addosso senza che potessimo dire o fare niente - si legge nella lettera - dopo le voci circolate al termine dell’estate su una possibile chiusura a cui era seguita una raccolta firme che ha coinvolto la quasi totalità degli abitanti, infatti, le istituzioni ci avevano rassicurato su una risoluzione positiva della faccenda. Tuttavia, pochi giorni fa è arrivata la mazzata finale: il nostro ufficio rientra tra i 74 toscani che dovranno chiudere i battenti nel giro di una settimana. Quello che ci amareggia di più è il fatto che nessuno è venuto a spiegarci i motivi di questa scelta e sinceramente dal nostro punto di vista non ce ne sono affatto».

«Il paese di Monterappoli - proseguono gli abitanti - per ragioni geografiche staccato dal resto del territorio comunale, ha sempre visto nell'ufficio postale un punto di riferimento fondamentale non solo dal punto di vista economico (sono centinaia coloro che hanno aperto un conto corrente postale e moltissimi i pensionati che ogni mese riscuotono l'assegno lì),ma anche dal punto di vista sociale. Forse chi ha operato i tagli non ha tenuto conto di tutti quegli anziani che non hanno possibilità di spostarsi nell'ufficio più vicino per ricevere la pensione, o di coloro che non dispongono di mezzi di trasporto. In fondo cos'è una comunità di poche centinaia di persone di fronte alla necessità di far guadagnare un po' di più ai propri azionisti. Ci ritroviamo a svolgere il ruolo di vittime in un gioco che non ci appartiene, in cui le regole non tengono conto delle necessità della collettività e della garanzia di servizi fondamentali come quello postale. Con questo sopruso ci stanno dicendo che gli indici di guadagno sono più importanti delle persone e dei loro bisogni. Che si taglino gli sprechi. L'ufficio postale di Monterappoli non lo è mai stato. La chiusura colpisce il paese intero. Un paese vivo con un'associazione culturale attivissima, una parrocchia, un circolo Arci con centinaia di soci. Un paese vivo che però qualcuno vorrebbe un po' più morto. Noi invece crediamo che i piccoli borghi siano una risorsa da salvaguardare, non da smantellare poco a poco».

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di Redazione web