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L’ufficio postale deve rimanere parte la protesta a Monterappoli

L’ufficio postale deve rimanere parte la protesta a Monterappoli

Stasera assemblea alla casa del popolo della frazione con il vicesindaco e il consigliere regionale Bugli Gli abitanti: «Un danno enorme per 800 persone molte delle quali anziane o senza automobile»

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EMPOLI. La frazione di Monterappoli non ci sta: l’ufficio postale viene chiuso ma gli abitanti protestano e per stasera è stata indetta un’assemblea pubblica. «Che senso ha la chiusura di un servizio utile a tutta la cittadinanza, addirittura indispensabile per chi, come i molti anziani della frazione, hanno difficoltà a spostarsi», si domandano gli abitanti. Spiegarlo, se qualcuno lo farà mai, non sarà semplice dal momento che il piano di riduzione di decine di uffici postali periferici è arrivato come un meteorite, dall’alto. Probabilmente senza una ricognizione dei possibili disagi sulla popolazione, sicuramente senza alcuna forma di concertazione territoriale, nemmeno con l’amministrazione comunale che fino ad una settimana fa era ancora convinta di poter salvare l’ufficio di via Salaiola.

La rabbia è palpabile, specialmente tra chi ai primi del mese si mette in fila a volte anche un’ora prima dell’apertura per riscuotere la pensione. Ma non sono solo i pensionati ad opporsi alla chiusura della filiale, visto che i servizi che venivano svolti erano tanti in una frazione che per geografia e geologia è staccata dal resto del territorio comunale. Qui i conti correnti e i libretti aperti negli anni sono stati tanti, anziani e non solo che per evitare di dover scendere dal colle per un semplice prelievo hanno preferito tenere i soldi alle Poste e servirsi del loro ufficio per i servizi connessi. Inevitabile che adesso si sentano traditi, perché dopo molti anni la filiale di Monterappoli era diventata non solo un punto di riferimento economico-finanziario, ma anche un aggregatore sociale. Senza contare che la notizia l’hanno appresa dai giornali, senza che nessuno dei responsabili venisse a spiegar loro le ragioni di una decisione così drastica.

«Almeno avremmo potuto avanzare le nostre ragioni, magari avremmo trovato una soluzione – spiegano – ma forse una soluzione non la volevano perché la loro scelta l’avevano già fatta. Si parla di costi eccessivi, mancanza di risorse, necessità di ridurre le spese, ma qua l’ufficio postale funziona bene. Nonostante questo a rimetterci saranno gli utenti finali. Vogliamo andare fino in fondo, chiarire la situazione e condurre la nostra protesta se non ci sarà un ravvedimento».

Lo stesso consiglio del circolo Arci ha preso posizione sulla questione. «La chiusura dell’ufficio postale provocherà un grosso danno – spiegano i consiglieri - stiamo parlando di oltre 800 persone, molte delle quali hanno difficoltà a spostarsi perché anziane o senza mezzi di trasporto. Reputiamo ancora più grave la cosa in considerazione del fatto che non ci sia stata comunicazione tra Poste e la cittadinanza. Probabilmente sarebbe bastato un semplice spostamento interno alla sede di Empoli per evitare un disagio così grande. Non ci stiamo a subire una decisione che ci è stata imposta dall’alto e che reputiamo profondamente ingiusta». Stasera alla casa del popolo della frazione si terrà una riunione in cui verrà discussa la vicenda. Saranno presenti il vicesindaco di Empoli, Carlo Pasquinucci, e il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Vittorio Bugli. «L’obiettivo dell’assemblea è quello di dare spazio alle opinioni e alle posizioni della cittadinanza – spiega in una nota il segretario del circolo democratico di Monterappoli, Marta Bergamini – una cittadinanza che è stata del tutto ignorata da Poste nel prendere questa scelta sbagliata. Inoltre saranno esposte le iniziative messe in campo in questi giorni per scongiurare la chiusura ed eventualmente fronteggiare questa situazione». Una delle iniziative sarà sicuramente quella avanzata dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, che ha chiesto che al posto degli oltre settanta uffici postali chiusi nella Regione siano istituiti dei punti chiamati “Ecco Fatto”: degli sportelli sostitutivi dei servizi finora svolti da Poste gestiti, in accordo tra Regione e Comuni, utilizzando i ragazzi del servizio civile, il mondo del volontariato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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