Il Tirreno

Empoli

Troppo freddo nelle aule gli studenti tornano a casa

Colpa degli impianti di riscaldamento vecchi in tutti gli istituti superiori Il Circondario: «In questi giorni lasceremo i termosifoni accesi 24 ore su 24»

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EMPOLI. Ormai, è il caso di dirlo, il freddo nelle scuole empolesi è diventato un compagno di banco fisso. L’abbassamento della temperatura invernale, infatti, anno dopo anno trascina con sé disagi per centinaia di studenti. I quali sono costretti a trascorrere le cinque ore di lezione con il cappotto e qualche volta la coperta sulle gambe. Ma c’è anche chi, come alcuni alunni del Virgilio ieri mattina, esasperato rimane a casa in segno di protesta. Tuttavia, il Circondario, in accordo con la Provincia, ha varato un piano per limitare gli effetti del gelo, lasciando accesi i riscaldamenti 24 ore su 24 finche le temperature non rientreranno nella norma.

Ma andiamo con ordine. La situazione più preoccupante negli ultimi giorni si è registrata nello stabile del liceo artistico di via Fucini. Qui dalla metà della scorsa settimana in un’intera ala dell’istituto le classi sono senza riscaldamento con temperature che in molti casi non superano i dieci gradi. Il problema è legato alla centrale termica della scuola, il cui timer ha subito una disfunzione e non riusciva ad attivarsi. «Già da giovedì scorso ci siamo mobilitati per risolvere questa situazione – spiega Alessandro Marinelli, preside del liceo Virgilio – richiedendo sia al Circondario che alla Provincia un intervento urgente dei tecnici per ristabilire il funzionamento dei riscaldamenti in alcune parti dell’edificio. Capisco che la manutenzione degli impianti nei molti plessi scolastici della zona sia una cosa complicata, ma non è semplice stare a scuola . Tra le aule coinvolte c’è anche quella di disegno vivente, dove gli studenti avrebbero dovuto esercitarsi con un modello, ma non è stato possibile a causa del freddo. Inoltre, anche nelle classi dove il riscaldamento funzionava ci è sembrato che la temperatura fosse più bassa quasi come se fosse stata abbassata la soglia dal termostato». In conseguenza di tali disagi, alcune decine di studenti ieri mattina sono rimasti a casa, mentre chi è entrato non ha mancato di far sentire il proprio malcontento attaccando degli striscioni di protesta fuori dall’istituto.

Nella serata di ieri, comunque, dal Circondario sono arrivate rassicurazioni in merito. «I nostri tecnici sono intervenuti nel plesso di via Fucini per verificare la situazione – racconta Alfieri Ciampolini, direttore generale dell’ente di piazza della Vittoria – nel corso della giornata sono riusciti a riparare il guasto alla centrale termica, che viene gestita dalla Provincia, e a normalizzare la situazione. Al momento della verifica tutto sembrava funzionare, ma torneranno sul luogo per accertarsi che non si siano verificati altri problemi».

Al di là del guasto al liceo artistico, però, il freddo sembra caratterizzare le mattinate degli studenti di tutte le scuole empolesi. In base a varie testimonianze, infatti, in decine di aule nei vari istituti non viene rispettata la temperatura minima che la legge 23 del 1996 fissa in 18 gradi centigradi. Una situazione confermata dallo stesso Ciampolini e che va addebitata alla datazione degli impianti di riscaldamento. In molti casi questi risalgono a quaranta o addirittura cinquanta anni fa e sono stati progettati per strutture ormai vecchie e sicuramente meno affollate di quanto non lo siano attualmente. «Dalle rilevazioni effettuate durante tutta la giornata dai tecnici, ad eccezione del Virgilio, sembrano non esserci guasti – prosegue il direttore del Circondario – tuttavia i disagi legati al gelo ci sono e riguardano praticamente tutti gli istituti della città. Questo è dovuto al fatto che gli impianti, quando si verificano situazioni climatiche particolarmente rigide, non riescono ad arrivare alla temperatura programmata perché troppo vecchi rispetto alle esigenze odierne. Il problema non riguarda tutte le aule, ma in special modo quelle più periferiche rispetto alle caldaie. Inoltre, questo lunedì ha fatto ancora più freddo perché i riscaldamenti sono rimasti spenti per due giorni consecutivi e riaccesi solo nella mattina». Una soluzione, comunque, sembra essere stata trovata e dovrà essere testata nei prossimi giorni. «Di concerto con la Provincia – conclude – abbiamo pensato di ovviare ai disagi tenendo acceso il riscaldamento 24 ore su 24, sperando che questo permetta di mantenere le aule più calde. Ovviamente andremo avanti finché la temperatura esterna rimarrà così gelida».

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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