Sicurezza
L’idea del sindaco: «Locale per giovani dentro al teatro»
Toni all’apertura della filiale della Banca di Cambiano: «Pacini redditizio se il bar funziona al di là del cartellone»
FUCECCHIO. Lo “scatolone”, per dirla come quei fucecchiesi che avrebbero voluto la piazza Montanelli libera dall’immobile, è pronto. E da ieri la fetta di edificio di proprietà della Cambiano ospita la filiale della Bcc. Ma il sipario non si alza. L’auspicio di tutti, sindaco in testa, è di chiudere nel 2013 la telenovela e assistere finalmente a uno spettacolo teatrale sul palco del Pacini. Tuttavia l’impresa è tutt’altro che scontata. L’amministrazione ha deciso di posticipare ulteriormente la pubblicazione del bando per la gestione, che arriverà subito dopo l’Epifania. Poco male se c’è da aspettare un mese in più, visto che la vicenda va avanti da undici anni.
Il dubbio. Ma l’enigma resta ed è legato anche alla situazione economica generale: c’è qualcuno in giro interessato a tuffarsi in questa avventura, firmando un contratto di nove anni? Probabilmente è stata proprio questa domanda a consigliare all’amministrazione comunale di temporeggiare nella pubblicazione del bando, in attesa di tempi migliori. Che però non arrivano. E allora tanto vale provarci: «In questi anni – spiega il sindaco Claudio Toni – ci sono pervenute manifestazioni d’interesse. Ora ci auguriamo che i segnali si concretizzino in offerte».
I soldi. La giunta intanto ha fissato i paletti. Il concessionario dovrà versare un canone annuo di 18mila euro e riceverà un contributo annuo dal Comune di 50mila euro per le gestione, oltre a 4.500 euro per le giornate riservate all’attività istituzionale e a ulteriori 60mila euro come rimborso del 65% per l’acquisto degli impianti di proiezione, audio e attrezzature sceniche, a carico del concessionario così come gli arredi e le attrezzature di foyer, bar e biglietteria.
Gli obiettivi. Per l’assegnazione della gestione, il Comune valuterà l’offerta di spettacoli, rassegne e attività, il coinvolgimento delle realtà del territorio e il tipo di promozione della vita sociale e culturale della comunità inserite nell’offerta.
La chiave. Cinema, teatro e tanta cultura non bastano a garantire un guadagno. Che invece potrebbe arrivare attraverso la gestione del bar al piano terra. O almeno è ciò che auspica l’amministrazione comunale, che attribuirà un punteggio alto a chi proporrà di ampliare l’attività del punto ristoro, estendendolo anche oltre l’orario di attività del cinema-teatro: «Ci sono tutti i presupposti – sottolinea Toni – per realizzare all’interno del Pacini un locale con attrattiva che va ben oltre il bar tradizionale. Penso, tanto per fare un esempio, a un locale per giovani, proprio nel cuore della città, aperto anche la sera, al di là de0gli eventi in cartellone».
La telenovela. E chissà che l’idea di Toni non stuzzichi l’idea di imprenditori locali, cooperative, consorzi, fondazioni o associazioni, ammessi a presentare offerte per la gestione. In modo da archiviare una vicenda che accompagna da undici anni il restyling del teatro chiuso e abbandonato negli anni Ottanta, che doveva costare 7,1 miliardi delle vecchie lire, ma che a conti fatti è costato 5,8 milioni di euro: 2,5 milioni sborsati dal Comune (leasing con Unicredit), il resto dalla Bcc di Cambiano (che nel frattempo è diventata proprietaria della porzione d’immobile che ospita la filiale). D’altra parte negli anni è accaduto di tutto. Una guerra senza esclusione di colpi, tra il Comitato per la "piazza grande" (senza teatro) e il Comune. In mezzo ci sono Ministero, Tar, Soprintendenza. Ricorsi, appelli e presunti ritrovamenti archeologici durante gli scavi, che hanno spinto il teatro in una palude.
@franturchi
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