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IL LIBRO

Fabbricanti di arcobaleni e la guerra

Cantini è uno dei più importanti commentatori di politica estera

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CASTELFIORENTINO. Romanello Cantini è uno dei più importanti commentatori italiani di politica estera. Redattore del settimanale "Politica", sotto la direzione di Nicola Pistelli, ne divenne redattore capo. Un'esperienza durata fino al 1974. Poi la sua professionalità si consolidò al quotidiano "Il giorno", per approdare ad "Avvenire", giornale della Cei. Ultimamente, i suoi commenti, le sue osservazioni, così acute che ti fanno vedere gli scenari futuri, si possono leggere sul settimanale "Toscana Oggi".

In tutta sincerità, mi sono chiesto più volte perché non arrivasse al libro. L'attesa è stata lunga, ma alla fine lo ha scritto. Titolo poetico: "Fabbricanti di arcobaleni", edito da Jaca Book. E' un documento eccezionale su coloro che hanno cercato d'abolire la guerra, intesa come soluzione di tutti i problemi e politici ed economici e religiosi. Ma anche come conquista del potere, sopraffazione.

Tra i tanti pregi, spiccano la quantità di informazioni precise e la scrittura chiara, che ti dà la sensazione di trovarti a leggere non un saggio, ma un'opera di giornalismo narrativo, con numerosi protagonisti. Non tutti fortunati. Non tutti compresi, apprezzati. I Gandhi, i Mandela, i Martin Luther King, i Malcoln X. Tanto per fare dei nomi.

Nella quinta parte, l'ultima, Cantini si chiede se ci sia pace nel futuro. E annota: "La disuguaglianza al di sopra di certi limiti è causa di guerra, soprattutto di guerra civile". E guerre civili, oggi, ce ne sono nove su dieci. Nel mondo.

Riccardo Cardellicchio

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