Il Tirreno

Empoli

IL PERSONAGGIO

Bettarini e la collezione di mignon

Iniziata alla fine degli anni Sessanta, ha quasi duemila bottigliette

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FUCECCHIO. Circa 1.800 mignon, tutte diverse, con il liquore originario, e la vecchia etichetta. Tra i più pregiati, il rosso antico Buton. Tra i più curiosi, l’inca Prisco, del Centro America. Per Bruno Bettarini, 67 anni, originario di Cerreto Guidi e da tempo trasferitosi a Fucecchio con la famiglia, una passione o un valore? «Ero barman alla Casa del Popolo, e oltre alle bottiglie di liquore cominciarono a circolare le bottigliette da collezione. Era una manìa, coinvolse un po' tutti. Fu per tanti anche la scoperta del liquore, in quei fine anni Sessanta e inizio Settanta. Non c'erano i liquori in casa come adesso, almeno nella maggior parte delle abitazioni. E comunque una spesa che si poteva sempre trasformare in bevuta».

Qual è il valore? «Una mignon qualunque 2-3 euro, quelle particolari un po' di più. Ma su Internet ci sono anche bottiglie da 60 a 100 euro. Io però non le compro a quei prezzi. Preferisco frequentare i mercatini come quello di Montelupo, o di Cascina e Lucca, dove si praticano buoni scambi». Hai mai fatto un'esposizione al pubblico? «Qualche volta. Una che riuscì bene fu al ristorante Casa Masi, a Montaione, con circa 300 mignon. Le persone furono anche di più». E a Fucecchio, o in zona, riproporresti una mostra? «Una proposta mi è arrivata, ma il locale non mi sembrava giusto. In occasione di qualche manifestazione, come la mostra del tartufo, mi hanno chiesto cifre per me esorbitanti, in quanto io non fo vendita ma soltanto scambio. La mia - conclude Bettarini - non è un'esortazione a bere, ma a collezionare». (l.g.)

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