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Sì alle primarie per i parlamentari anche se Roma decidesse di no

Sì alle primarie per i parlamentari anche se Roma decidesse di no

Nell’Empolese Valdelsa si svolgeranno comunque, presto la data, il regolamento e i candidati Il segretario Brenda Barnini: «Non sarà una lotta tra sostenitori di Renzi e quelli di Bersani»

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EMPOLI. Il risultato in termini di partecipazione è stato enorme e in maniera altrettanto evidente gli elettori che hanno partecipato alle primarie del Pd hanno evidenziato nel circondario la volontà di una rottura con gli schemi del passato. Per questo, come spiega il segretario della federazione Empolese Valdelsa Brenda Barnini, è necessario andare avanti in questa direzione e di conseguenza qui si andrà avanti con le primarie per scegliere i candidati per le prossime elezioni politiche. Questo indipendentemente da quello che deciderà il partito a livello nazionale o regionale.

Dunque saranno primarie in ogni caso. E la prima volta per le politiche. Infatti nel 2008 non vennero fatte. «Rispetto alle primarie appena concluse siamo contenti - spiega il segretario Brenda Barnini - abbiamo fatto qualcosa che è servito a dare una scossa alla politica. E con le ultime vicende nel Pdl e la ricandidatura di Berlusconi mi sento ancora più orgogliosa di quello che abbiamo fatto, la differenza è ancora più evidente tra quello che abbiamo fatto noi e quello che stanno facendo loro. L’ex presidente del consiglio sta producendo un danno solo con la sua presenza. Infatti dopo che è stata diffusa la notizia della sua ricandidatura è salito lo spread».

Dunque si riparte con il lavoro delle primarie per scegliere i candidati al Parlamento in uno scenario in cui probabilmente ci saranno le liste bloccate come la volta scorsa perché «mi sembra di capire che andremo a votare con il Porcellum - va avanti il segretario Barnini - non ci sarà il tempo di cambiare la legge e di conseguenza bisogna limitare i danni».

Sulla campagna elettorale Barnini è chiara: «Non dobbiamo impostarla contro Berlusconi ma sui temi che hanno caratterizzato le primarie». Il segretario ha anche spiegato che «non bisogna perdere nessuno» riferendosi alla dicotomia renziani-bersaniani. E infatti l’altra sera alla casa del popolo di Pozzale c’è stata l’assemblea territoriale del Pd e sono stati invitati anche i comitati che hanno sostenuto il sindaco di Firenze. «Anche qui è emersa la volontà di fare le primarie - va avanti Barnini - mercoledì prossimo ci sarà un incontro a Roma con tutti i segretari regionali e nel frattempo Emilia Romagna e Liguria hanno deciso di andare avanti autonomamente organizzando le primarie. Così faremo noi: se la prossima settimana avremo indicazioni in questo senso ci adegueremo a queste. Altrimenti andremo avanti da soli». Perché, come aggiunge il segretario di federazione, « è vero Bersani ha già detto che la strada è quella delle primarie ma non sono convinta che gli esponenti del Pd intorno a lui siano tutti dello stesso parere. E per esempio Dario Franceschini ha già manifestato pubblicamente i suoi dubbi».

Dunque la prossima settimana il partito deciderà su regolamento e data di svolgimento. Per il Pd si prospetta un altro periodo di lavoro intenso anche perché «non si sa quanto durerà questo governo, se la situazione precipita dovremo fare uno sforzo immane», aggiunge Barnini. Ci sarà poco tempo per le campagne dei vari candidati. E il lavoro nel partito partirà prima del periodo natalizio.

Sui nomi ancora si sa poco. È chiaro, e lo ha detto da tempo, che Alberto Fluvi non si ricandiderà (anche se potrebbe perché nello statuto del partito si dice 15 anni o tre legislature complete e l’onorevole ne ha fatte tre ma solo parziali». Secondo il segretario Barnini non sarà un duello tra renziani e bersaniani. «Ci sono tante persone capaci - dice Barnini - che appartengono ai due schieramenti. E dunque dovrà essere una scelta non per filiera ma per meriti o rappresentanza».

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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